11 cose sull’European Jazz Expo Festival

sono stato al jazz expo 2009 di cagliari, non ho visto marcus miller ma ho comunque sentito un po’ di musica, quindi ecco le mie considerazioni in un comodo elenco numerato. il post contiene anche mp3, gossip, misteri e Petra Magoni nuda. jazz hands!
1. Gavino Expo Festival. Primo dei due concerti di Gavino Murgia in questo festival, versione live di Megalitico, il progetto con Michel Godard e i soliti bravissimi noti, ovvero Iodice alla batteria e Biondini alla fisarmonica. E’ da poco uscito l’album, bellissimo, che potete acquistare da qui. Mancava il vibrafono, ma è stato comunque un gran concerto. Da ricordare un’apocalittica esecuzione di Arketipo che ha zittito gli applausi ancora in corso per il pezzo precedente e anche un bellissimo assolo di Biondini alla fisarmonica. Ma soprattutto Michel Godard, tutto solo dietro al resto del gruppo, che sembrava ballare con una elegante signora sovrappeso, la sua tuba blu.
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Gavino Murgia – Arketipo
2. Mistero 1. Uno dei misteri dei festival: le tipe con piercing e tatuaggi che maneggiano obiettivi Canon lunghi mezzo metro sotto i palchi dei concerti. Dove sono finiti i fotografi di una volta, quei simpatici ciccioni con la barba? Dove sono?
3. Tutti amano Paolo Fresu. C’è poco da dire su Fresu e Uri Caine: sono molto bravi. Tra i tanti pezzi, più o meno noti, che hanno entusiasmato la sala strapiena, mi ha colpito Lascia ch’io pianga di Haendel. Il pubblico adora Fresu. E la cosa era palpabile. Nell’aria del Jazz Expo, assieme all’odore di salsiccia e cipolla, c’era tanto ma proprio tanto amore per Fresu, a volte perfino troppo: si veda in proposito il discorso-gaffe di un assessore che premiando Enrico Rava è riuscito a parlare soprattutto di Fresu, arrivando poi a definire Rava allievo di Fresu (i due hanno 200 anni di differenza). L’episodio è diventato il gossip principale del festival e motivo di derisione per l’assessore.
4. Il Maestro Enrico Rava. Sul Maestro Enrico Rava ho poco da dire. E’ giàs. E’ famoso. E’ il Maestro Enrico Rava. E’ uno che emana importanza. Cioè, uno che magari non ti capiterà mai di ascoltare, però se lo vedi passare ti togli il cappello, anche se non ce l’hai. E se qualcuno ti chiede perché ti togli il cappello tu gli dici: come perché, quello era il Maestro Enrico Rava! Ben 8.260 risultati su Google cercando “maestro enrico rava”, per dire. Ed ecco perché mi ha fatto molto ridere la gaffe dell’assessore di cui sopra.

5. Trygve Seim e la sua orchestra. E’ sicuramente stata la mia scoperta di questo festival. Norvegesi. Un fagotto, trombe e tromboni, la tuba, un violoncello, un clarinetto e Trygve Seim al sax, per un jazz che non è nè gezz nè giàs, ma semplice meraviglia. Sono entrato nella sala a concerto già iniziato, senza sapere assolutamente chi fosse Trygve Seim, ma la musica mi ha catturato immediatamente, obbligandomi a sedere per ascoltare i brevi suoni che emergevano dal silenzio, sempre di più, sempre più forti, fino a diventare epiche melodie. Come una misteriosa colonna sonora. Naturalmente, trattandosi di un’orchestra, è musica che rende soprattutto live.
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Trygve Seim – Sorrows
6. A proposito, evidentemente il jazz non è più palloso. Praticamente per ogni concerto c’era la ressa, e innumerevoli erano i gruppi di giovani apparentemente normali che bighellonavano tra un concerto e l’altro con birre in mano.
7. Gavino Expo Festival 2. E dopo il Gavino Murgia più classico di Megalitico, ecco il Gavino Murgia del progetto Sardacity con il rapper Momak dei Menhir e Dj Gruff, più il quintetto jazz in parte composto dai soliti bravissimi noti come Biondini, Iodice e Godard. Concerto giocoso e sperimentale, tra jazz, funk e hip-hop, assolutamente riuscito. Mi è piaciuto molto il duetto tra la fisarmonica di Biondini e lo scratch di Dj Gruff, e naturalmente il beatbox di Gavino che faceva da base alle rime di Momak. Sempre Momak a un certo punto si è rivolto al pubblico dicendo “Scusate se questo non è jazz, comunque è simile”. Concerto che mi ha coinvolto anche fisicamente, nonostante fossi semplicemente seduto come un bravo spettatore, e infatti dopo questo non avevo più voglia sentire altra musica, ma la legge dei festival obbliga ad assistere al maggior numero di concerti possibili, quindi ho continuato. Per chi fosse interessato il gruppo replica l’esperimento Sardacity il 5 dicembre in Norvegia, a Oslo. Se ci andate dato che siete lì magari cercate di intercettare anche Trygve Seim.
8. El Negro. Come comportarsi quando un Festival è particolarmente ricco di concerti soprattutto di gente di cui ignoravi l’esistenza fino a 48 ore prima? Semplice: ti basi sui nomi che leggi sul programma. Alcuni concerti li ho scelti esclusivamente in base al livello di fascino/esoticità che emanavano. Per dire, come resistere leggendo “Fahir Atakoglu & Horacio El Negro Hernandez”? E infatti non ho resistito. Bravi ma evidentemente non il mio genere. Ho lasciato il concerto dopo un po’.
9. Mistero 2. Altro mistero di questo e dei festival in generale: le persone con il pass stampa & foto. Quante erano? Se prima i dotati di pass erano creature mitologiche che si muovevano solitarie tra centinaia di spettatori normali, ora, nell’era di Internet, queste persone si sono trilioniplicate e ai concerti ormai c’è più gente col pass di quella col biglietto. Ma fin qui nessun problema. Il punto è che poi torni a casa e tutto questo materiale – testi, video, foto – che teoricamente dovrebbero aver prodotto, si riduce a una manciata di foto, qualche video, pochi anzi pochissimi testi. Esiste una Internet Due di cui io non ho mai saputo nulla?
10. L’odore del jazz. Se vi chiedete qual è l’odore del jazz, ve lo dico io: salsicce arrosto e cipolla. Quell’odore era ovunque.
11. Su questa Petra. Infine ho visto anche Ferruccio Spinetti e Petra Magoni, duo di contrabbasso e voce. Mi erano stati consigliati qualche anno fa da un amico indie, quindi mi è sembrato giusto ignorarli per anni per poi vederli del tutto casualmente tra un concerto che mi interessava e un altro, indeciso sulla cena. A sorpresa mi sono piaciuti, sopratutto le cover. Petra Magoni mi ha particolarmente impressionato per le sue notevoli capacità vocali e la sua affascinante presenza scenica. Infatti appena arrivato a casa ho cercato “petra magoni nuda” su Google, ma forse a volte sopravvaluto internet.


Bel post! Siamo d’accordo su molte, molte, molte cose :)
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grazie. beh, su gavino murgia siamo sicuramente d’accordo.
comunque qualche video si può vedere anche qui (immagino che altri verranno aggiunti nei prossimi giorni)
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Petra Magoni e Ferruccio Spinetti hanno un bel duo e lei ha una voce da brividi. Penso che qualche foto su Internet la trovi, pero’.
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bravissimo Gavino!
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Ciao! anch’io sono stato quest’anno al jazz expò il venerdì e la domenica……ho visto la Petra e il Ferruccio per venti minuti e mi son piaciuti…..Gavino Murgia l’ho visto per poco, dato che c’era da vedere assolutamente il concerto di Miller, molto probabilmente il miglior concerto di tutti e tre i giorni…… Nel mio blog ho fatto due recensioni, una per ciascuna serata che ho visto.
Se vuoi venire sei il benvenuto!
Ciao e buonanotte!
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