Published at: 10:09 am - martedì settembre 30 2008 di syn
Quest’uomo, per chi scrive, ha tanta barba quanto talento malinconico. Dai primi LP irradiava già una certa vis da incompreso eremita (da ascoltare le prime registrazioni su nastro pubblicate), ma con “The Shepherd’s Dog” è stato completamente sdoganato. In molti hanno storto il naso per la grande distribuzione ma, onestamente, con la sua barba, a mio modico avviso, lui può tutto. Non mi offenderei se mi trombasse la ragazza. Giuro.
L’ultimo arrivo di casa è l’EP che prende le mosse dalla canzone “Lovesong of The Buzzard”. Prontamente incollo le due ed uniche canzoni successive. Se potete, acquistate.
Published at: 12:09 am - martedì settembre 30 2008 di finegarten
tba, ovvero natalie tusia beridze di tbilisi, georgia. album del 2005. ventidue tracce di elettronica / pianoforte / avanguardia / i vicini che urlano / freddezza & oscurità / trip-hop / gitch pop = vorrei che fosse la madre dei miei figli. ma poi guardatela senza maschera: non è stupenda?
credo che faremo almeno tre figli, che chiameremo con i titoli dei suoi tre pezzi tratti da annulè che trovate a fine post. ne metto anche un altro (firmato col suo vero nome) tratto da una compilation, forse sarà il nome del nostro cane. ah, per gli amici: cerco disperatamente il suo album “size and tears: alice in wonderland”, il numero di telefono di tusia e/o qualche indumento da lei indossato.
Published at: 11:09 am - sabato settembre 27 2008 di syn
Quando nacque il Partito Democratico capeggiato da Veltroni, la prima cosa che ho pensato era l’indegna usurpazione dell’acronimo PD usato di consuetudine dai giocatori online per evitare ban automatici alla locuzione PORCO DIO, che, lo garantisco, nasce spontanea giocando agli sparatutto, non potrebbe esimersi manco un chierichetto.
Ma da Walter Veltroni al black metal il passo è breve. Segnalo en passant due gruppi da PD assoluto. Il primo è rappresentato dai Genghis Tron, di cui mio fratello è esegeta incontrastato. Un manipolo di giovincelli che non hanno trovato un valido batterista per sostenere le loro ritmiche, e quindi usano drum machine come acqua fresca, associata ad urla disperate di chi ha appena perso l’ultimo treno Roma-Napoli. Ma ciò su cui vorrei soffermare l’attenzione è l’estetica vintage del cantante, PD davvero. Se la sua tshirt magari è facilmente reperibile (tutti i grandi brand, da Diesel ad Armani, hanno sempre una linea vintage), non lo sono i suoi occhiali da vista, impertinenti, vintage e totalmente PD.
Ma i blackmetallari dell’anno sono senz’altro i grandissimi Nachtmystium. Precisiamo: la loro musica la trovo molto più orecchiabile e meno ostica di quella prodotta da una Britney Spears, ma fin quando questo schifo di umanità non capirà che le discipline musicali non sono settorializzabili attraverso etichette e ‘generi musicali’, e che in queste discipline che coinvolgono il senso dell’udito nulla può essere esplicitato in maniera dogmatica tramite le parole, allora staremo col culo per terra per altri decenni. Ad ogni modo, il cantante lo si trova sempre, che siano foto o video, con una birrozza in mano. Componente che lo rende maggiormente PD.
PD lo potrebbero essere anche i loro cd, rigorosamente digipak nelle ultime uscite, così come la batteria che non si limita ad un doppio pedale, ma ad una doppia grancassa, o i remix che gli vengono dedicati, targati da altisonanti nomi come Justin K Broadrick, Eluvium, Nadja e sua maestà delle 4:00 del mattino Tim Hecker.
Seguono intervista (video e cartacea) ai gruppi di cui sopra e qualche canzone.
Published at: 04:09 pm - venerdì settembre 26 2008 di finegarten
i dischi segnalati ogni mese da julian cope nel suo sito hanno la caratteristica di essere, nel 90% dei casi, assolutamente introvabili per noi normali, e spesso ho avuto il sospetto che alcuni dischi se li fosse inventati. il disco del mese di settembre invece l’ha messo in streaming, rendendolo ascoltabile anche a noi comuni mortali che non passano le giornate nei negozi di vinili rari. e meno male, perchè è molto molto bello. il primo pezzo, “krautrock lovesong”, ha un titolo abbastanza esplicativo: una lunga, dolce suite cosmica in stile kraut-rock. la copertina mi rifiuto di metterla perché è davvero troppo brutta.