Gruppo di canto a tenore composto da americani. Ebbene sì. Rileggete bene la frase, avete capito bene.
American male quartet singing a traditional Sardinian “Cantu a Tenore” folk song, “Ballu Dillu (A Sa Campagna).” We learned this dance song from a recording by Tenores di Bitti.
The singers are: Gideon Crevoshay (mesu oche), Carl Linich (contra), Avery Book (bassu), Doug Paisley (oche). Recorded at our second concert appearance, January 24, 2011, in Williamstown, Massachusetts, USA.
Tenores de Aterúe significa “Tenores di Altrove”.
Rispetto totale.
Le stagioni di Artavazd Pelechian (1972) part 1 – part 2 – part 3
Questa è la versione originale, quella con le musiche di Vivaldi, ed è un capolavoro. Ma ne esistono due versioni più recenti, una musicata da Gavino Murgia e una da Arnaldo Pontis. Sulla prima purtroppo credo sia assolutamente impossibile trovare una testimonianza, se non nel ricordo di chi ha assistito all’esibizione durante il Babel Festival di Cagliari dell’anno scorso. Invece per quanto riguarda la seconda, quella di Arnaldo Pontis, è possibile visionarla unicamente presso la sede della Cineteca Sarda, quindi diciamo che è solo leggermente meno introvabile della prima. Ed è un peccato, perché è assolutamente magnifica, principalmente elettronica, con loop di cori armeni, canti gutturali manipolati, parti alla Popol Vuh e un finale praticamente post-rock che si combina alla perfezione con la lotta tra uomo e natura e il continuo susseguirsi di intemperie, scivolate, pendii, rapide e “vita in tumulto” del corto di Pelechian. Il finale in particolare, con i pastori armeni che scivolano in una scarpata abbracciati alle pecore (a quanto pare una versione particolarmente spettacolare della transumanza) è immediatamente diventata una delle mie combinazioni suono-immagine preferite in assoluto, dritta in classifica con il volo di Steiner musicato dai Popol Vuh. Mi sembra di capire che Arnaldo Pontis sia noto anche come Magnetica Ars Lab, che segnalo volentieri anche perché mette a disposizione gratuitamente la propria musica.

Ovvero Sun Araw & M. Geddes Gengras Meet The Congos – Icon Give Thank.
Dietro c’è il solito Cameron Stallones* aka Sun Araw, questa volta assieme a M. Geddes Gengras e ai The Congos, storico gruppo dub-reggae giamaicano. Meraviglioso e lisergico anche per chi, come me, non ha mai sentito reggae in vita sua, se non la domenica mattina quando il vicino di casa fa le pulizie. In diversi momenti (soprattutto nel finale) io ho sentito anche lo spirito del grande Exuma, che Sun Araw sicuramente conosce dato che l’ha inserito anche in un suo bel mix. Si assaggia e si compra qui, e c’è anche un film.
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Sun Araw & M. Geddes Gengras Meet The Congos – Invocation
*mi sono accorto solo oggi di averlo sempre chiamato Stallone, senza la esse.