Nova

Burial + Four Tet – Nova

L’ennesimo universo sonoro in formato audio digitale compresso da attraversare con cuffie e solitudine

1323780588 cover Lennesimo universo sonoro in formato audio digitale compresso da attraversare con cuffie e solitudine
Non ho mai considerato la musica come un’occasione di socializzazione. Ai concerti mi dà perfino fastidio vedere altre persone che ascoltano la mia stessa musica. E allora perché ne scrivi in un sito internet e lasci tracce ovunque nei social network? Perché sono un umano, dopotutto, e vivo di paradossi e contraddizioni, ma anche perché quello di internet è un pubblico invisibile e silenzioso. Bene. Incipit che probabilmente taglierò solo per parlare dell’esperienza del mese, cioè il nuovo disco degli Alog. Dico nuovo perché ho letto che ne hanno fatto altri, ma fino a una settimana fa non sapevo nemmeno che esistessero. Poi ho sentito Bшmlo Brenn Om Natta e ho capito che c’eravamo: il primo disco interessante del 2012 era arrivato, ed era un disco del 2011.

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Alog – Bшmlo Brenn Om Natta

Non so cosa vuol dire in norvegese Bшmlo Brenn Om Natta, ho provato a tradurlo con Google Translate ma non ci sono riuscito. Ho capito solo che “brenn” vuol dire brucia o bruciare, ma poco mi importa. Anzi: se un giorno gli alieni arrivassero davvero per portarmi via, ci resterei davvero male se iniziassero a parlare con l’accento romano, se capite cosa voglio dire. Voglio che la mia musica suoni più o meno come questo pezzo. Come il caldo abbraccio dell’autismo.

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Alog – Orgosolo I

RIAA – Joy Of Noise

riaa The Wonderful World of Sound cover 550x513 RIAA   Joy Of Noise

Avevamo già segnalato in passato RIAA, maestro del mashup, e dopotutto il link al suo bellissimo blog di stranezze musicali e oscurità assortite – Music For Maniacs – è stabilmente nel blogroll sulla colonna destra di Guylum Bardot. Ma pare che repetita iuvant, quindi. Ricordo che l’acronimo RIAA (che negli USA è la temutissima Recording Industry Association of America) sta in questo caso per Recording Industries Are Archaic, una delle sue prime raccolte (2005) con tanto di Stalin chitarrista in copertina. Il mashup è totale, senza limiti, certamente non quelli imposti dal copyright: i Kraftwerk con i Coldplay, Prodigy, Butthole Surfers, Black Flag, Beach Boys e MC Hammer. Quello che qui riporto è il colpo di genio finale dell’album, il trascinante incontro tra l’Apollo 100 di Joy e i Public Enemy di Bring The Noise. Il risultato, ovviamente, è The Joy of Noise.

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RIAA – The Joy of Noise

Altri album consigliati sono “Reality is An Accident” (altro bell’acronimo di RIAA), “Sounds For The Swing Set” e ovviamente Sounds For The Space-Set, descritto come A mashup tribute to the pioneers of electronic music…A glamorous excursion thru the solar system… dallo stesso RIAA – che in questo caso sta per Robotic Intergalactic Astro-Artists – con Sun Ra e Mort Garson, i Kraftwerk (che non devono ma mancare) e i Queen, Celine Dion e i Devo, Messer Chups, Rihanna, Daft Punk, Bruce Haack, Brian Eno, Ella Fitzgerald e qui mi fermo.

L’ultimo epico delirio musicale di RIAA invece è The Wonderful World of Sound.

Soap&Skin – Narrow

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Anja Franziska Plaschg è la Nico dei nostri giorni. Folgorante e straziante il suo canto, oscure e tremende le sue atmosfere; difficile innamorarsi a prima botta, ma una volta che si è salito il gradito è amore senza freni. Narrow potrebbe essere l’album più oscuro che ascolterete quest’anno, una vera discesa nel buio pesto. La copertina parla per lei, il suo volto su fondo completamente scuro, nessun trucco, nessuna espressione accennata.

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Lei è austriaca, ma nell’album la troverete cantare in inglese, in tedesco, e perfino in francese, sì, perchè nell’album c’è Voyage Voyage, ammaliante cover, ma davvero da togliere il fiato, di una storica hit di Desireless. E’ nata nel 1990, due anni dopo la morte di Nico, come a mantenere in piedi una certa continuità, e quindi fatevi due conti sulla precocità di questo talento dark.

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Ogni singola canzone dell’album possiede dentro sè un’atmosfera unica; suoni talvolta sconosciuti, che tendiamo a non accettare subito. Ma la stranezza si tramuta subito in droga da assumere in quantitativi proporzionali al nostro stato d’animo. Non mancano piccoli intarsi di elettronica, campionamenti tipografici (emozionatevi pure senza complimenti nell’ascoltare i battiti della macchina da scrivere in Boat Turns Toward the Port che magicamente si tramuta nella vera percussione), voci da strappare il cuore, pianoforti gotici non adatti agli emo che si procurano dolore e abissi oscuri come se piovesse. Tutto sommato sì, direi che l’immagine di una pioggia color nero sarebbe adeguata.
Quindi, liberatevi, e lasciare pure il vostro cuore nelle sue mani, male che vada sarà lei stessa a ricucirvelo.

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Soap&Skin – Wonder

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Soap&Skin – Boat Turns Toward the Port

 

Le tracce che hanno definito il mio 2011

logo2011 Le tracce che hanno definito il mio 2011
Ed eccoci anche quest’anno col canonico listone delle tracce, non sappiamo se ci sia di meglio in rete ma probabilmente sì. Liberi quindi di affidarvi al vostro mentore, che sia la rivista in rete o Fiorello in prima serata.
Poche ma necessarie avvertenze: lasciate il gusto e la morale a casa, qui si va dal barbone che suona gli scatoli a Rihanna in bikini; escludiamo solo Trucebaldazzi col suo nuovo album, ma per semplici motivi gerarchici: lui è sopra tutti; come tutte le classifiche questa risponde del gusto degli autori, molte delle tracce sono piaciute, altre meno, ma comunque è condiviso il sentire in generale. Nel maremagnum delle catalogazioni qualcosa si perde sempre. Come l’anno scorso ho riposto nelle menzioni speciali le canzoni che rientrano un pò meno nelle tradizionali release, nei modi o nella tipologia. Ma l’essenza del listone risiede anche nella possibilità di recuperare o scoprire cose che si son perse durante l’arco dell’anno, sia per motivi di tempo che di svogliatezza.

Ah, buon inizio anno a tutti coloro che, in maniera irragionevole ed inspiegabile, ci amano e ci seguono.

 

Paul Jebanasam – Music for the Church of St. John The Baptist: Partiamo subito subito con l’ultima scoperta bomba prontamente segnalata. Paul Jebanasam, semisconosciuto compositore britannico, dal web associato alla colonna sonora del film Transformers 3, quest’anno compone l’album/traccia che Fluid Radio imposta come numero 1 assoluta dell’anno. E fa bene. Si tratta di una composizione nata per una chiesa del quattordicesimo secolo situata al centro di Bristol. Tra viola, violino, droni e rumori, qualcosa di assolutamente insolito sarà avvenuto lì dentro. Ma il live, per fortuna, adesso è a disposizione dell’intera umanità. Rilasciato solo in formato elettronico dalla Subtextrecordings. La copertina è un’enigma visivamente superbo (chi è quel frate incappucciato che si intravede?). Insomma, io mi ci vedo, seduto in questa chiesa medievale, che incomincio ad assistere a questa performance, gravida di voci e brusii, che accompagna il misticismo del luogo con droni possenti e ritorni di cassa, da Tim Hecker ai Sunn, arrivando fino alla tempesta e poi incominciando a cullare i fedeli con melodie degne di un giovane Arvo Part, in 25 minuti tombali da scandagliare fino all’ultima vibrazione sonora. Paul Jebanasam, tra i compositori più promettenti. Podio assoluto dell’esperienza musicale 2011. Qui il post precedente con alcuni links.

Austra – Lose it: ci sono pochi santi, se apprezzate i The Knife, l sogni di Fever Ray, la timbrica di Florence + The Machine, le melodie dei Bat for Lashes, quest’anno non potete trascurare l’uscita di un album debutto dai toni indietronic, darkwave, synthpop e capolavoro. Salvifico come l’acqua nel deserto e bello come un esercito schierato. E’ il debutto di questi canadesi (ed ultimamente il Canada gestisce partite musicali di buona qualità). L’album è prodotto da Damian Taylor (Bjork e i Prodigy) e al primo ascolto suona un pò stridente e con tratti di “già ascoltato”, ma dopo decolla. Avanzando nelle tracce dici tra te e te: “basta, speriamo sia l’ultima canzone questa che sto ascoltando, perchè per adesso sono tutte belle, altrimenti dopo vengono quelle brutte e anche questa volta son costretto ad ascoltare solo metà dell’album” ed invece no, porca miseriaccia, son tutte bellissime. Non provate a fermarvi a quest’unica segnalata. Le mie preferite: SpellworkHate CrimeShoot The Water.

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(continua…)