Tanya Tagaq

tagaq Tanya Tagaqoh, mia adorabile tanya. le tecniche di canto inuit, chiamate katajjaq, solitamente riguardano due persone, ma l’adorabile tanya tagaq fa tutto da sola, anche se a volte canta con mike patton. questo è uno dei suoi pezzi più ballabili e si chiama qimiruluapik. volume alto, mi raccomando. bisogna far capire ai vicini chi comanda.

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Tagaq – Qimiruluapik

Pierre Henry, campane acide, il Viaggio dei tibetani morti e un’esperienza dolorosa per i fan del progressive

pierre henry Pierre Henry, campane acide, il Viaggio dei tibetani morti e unesperienza dolorosa per i fan del progressive pierre henry è uno dei pionieri nonché uno dei maggiori esponenti della cosiddetta musica concreta, autore di opere i cui vertici concettuali fanno venire i brividi a noi comunissimi mortali – per dirne una: ha fatto la decima di beethoven, che ha poi remixato – ma è anche l’autore di questo pezzo esplosivo del 1967 tutto elettronica e campane acide, psyché rock, un eccellente esempio di avanguardia pop, infatti divenuto famoso successivamente grazie a un celebre cartone animato.

PierreHenry SaDixiemeSymphonie Remix Pierre Henry, campane acide, il Viaggio dei tibetani morti e unesperienza dolorosa per i fan del progressive

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Pierre Henry – Psyché Rock

già, è proprio lui. la versione più nota è quella della sigla realizzata da christopher tyng e il pezzo è stato anche remixato da fatboy slim qualche anno fa (e non solo), ma non è di questo che volevo parlare.

tra le varie cose che pierre henry ha relizzato nell’ambito della musica concreta e delle suite elettroniche oscure e tenebrose segnalo un’opera del 1962 non proprio facilmente digeribile, eppure molto bella: si tratta di “Le voyage”, commento musicale del Libro tibetano dei morti, quindi sì: si tratta proprio di quel Viaggio. e ricordate la regola: a volume basso è ambient, a tutto volume è noise.

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Pierre Henry – Breath Two

altro interessante esperimento di pierre henry è ceremony, sua collaborazione del 1969 con il gruppo progressive inglese degli spooky tooth. il risultato è gotico & bizzarro ma non molto entusiasmante. quando henry si limita a fare da tappeto sonoro dark l’amalgama tra elettronica e rock funziona ma il disco risulta noioso, ma più spesso, quando l’amalgama non funziona, viene semplicemente voglia di abbassare il volume alle chitarre e alle voci e sentire solo le parti elettroniche.

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Spooky Tooth & Pierre Henry – Offering

il disco ovviamente all’epoca sconvolse i fan del progressive – e questo è un merito – e in parte anche gli spooky tooth, dato che henry intervenne sul disco in seguito alle registrazioni del gruppo, quindi il risultato fu inaspettato un po’ per tutti. comunque, grande copertina.
Spooky Tooth Ceremony Front Cover 18227 Pierre Henry, campane acide, il Viaggio dei tibetani morti e unesperienza dolorosa per i fan del progressive

Black Dice – Repo

black dice repo album art Black Dice   Repoquesto disco del 2009 dei black dice è caotico, imperfetto ed eccessivo. insomma, da inserire al volo nella tradizionale e imminente classifica di fine anno. è come fare le bolle con gomme da masticare alla nitroglicerina davanti a una televendita di cesare cadeo.

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Black Dice – Glazin

Roj – The Transactional Dharma Of Roj

 Roj   The Transactional Dharma Of Roj

Ghost Box is a recording label for artists that find inspiration in library music, folklore, vintage electronics and haunted television soundtracks

a sentire il disco di Roj Stevens la cosa funziona piuttosto bene. un disco ammaliante, tra bruce haack, raymond scott*, la collage music e qualcosa di oscuro e indefinito, con misteriosi annunci in tedesco, echi, riverberi, fruscii e percussioni. The Transactional Dharma Of Roj suona un po’ come alcuni dischi hip-hop (sul genere donuts di j dilla o madvillainy di madvillain) e il bbc radiophonic workshop. ipnotico.

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Roj – A beginning word

*e a proposito di raymond scott, video fresco fresco di un cartone del 1932 basato su “powerhouse”.

Charlotte Gainsbourg feat. Beck o Flunk?

Charlotte Gainsbourg feat. Beck – Heaven Can Wait. Allora, la dico tutta: la canzone mi piace parecchio, anche il video, e lei affascina (su quest’ultimo punto comprendo le divergenze), ma ditemi se il cantato assomiglia o no a questa canzone dei Flunk: Flunk – Down