Mercury Rev – Snowflake Midnight
i mercury rev sono da sempre uno dei miei gruppi preferiti, anche se ultimamente, diciamo dopo l’uscita di “the secret migration”, temevo fossero finiti in quel posto dove prima o poi, a quanto pare, finiscono tutti i miei idoli, e cioè nella temuta Parabola Discendente. che poi, a risentirlo oggi, the secret migration era un bel disco: com’è che quando è uscito non piaceva a nessuno? mah. comunque è uscito il nuovo disco dei mercury rev, “snowflake midnight“, e in molti gridano al capolavoro. non è mia abitudine gridare, e forse non l’ho sentito abbastanza per parlare di capolavoro (inoltre, diciamolo, le casse del mio portatile fanno cagare), ma è sicuramente un altro bel disco. dream pop barocco, molto elaborato, psichedelico, cupo, cristallino e colorato allo stesso tempo, in pieno stile mercury rev. e per la fine di settembre è previsto anche UN ALTRO album. che dio li benedica.



I mercury rev hanno sempre esercitato su di me un effetto ipnotico. Sono uno dei pochi gruppi capaci di farmi ascoltare ripetutamente un loro disco nell’arco di una stessa giornata, hanno un qualcosa di magico e incantatorio, un tocco inconfondibile che li differenzia dalle altre band e che , appunto, fa sì che un loro album suoni in un certo modo, rilasci determinate sensazioni , e questo nonostante abbiano prodotto dischi molto diversi.
Sono senza ombra di dubbio una delle più grandi band degli ultimi vent’anni. Anch’io li davo un pò per spacciati dopo The secret migration, che poi, come dici tu alla fine così brutto non è (anzi, contiene dei pezzi superbi); per cui questo nuovo lavoro è stato davvero una bellissima sorpresa ; singolo a parte, è notevole.
Peccato che il tour non preveda una tappa in Italia. Li vidi anni fa all’Heineken festival ma, come immaginerai, in condizioni pietose, tra un pubblico disattento e alla luce del giorno…
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oh, finalmente qualcuno d’accordo… secret for a song, vermillion e soprattutto “in a funny way” erano dei grandi pezzi, assolutamente da rivalutare…
certo il massimo per me resta “chasing a bee”, del loro primo album, e quasi tutti i pezzi di deserter’s songs. hanno di buono che nonostante gli alti e i bassi evitano di fossilizzarsi e riescono sempre a restare freschi e affascinanti.
quell’anno vedo che all’heineken c’erano gli oasis: nel mio mondo ideale i mercury rev sarebbero stati headliner!
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a chi lo dici!
tra l’altro dopo di loro c’era Billy Idol che non c’entrava proprio una mazza, e mi stupì piacevolmente vedere Grasshopper e l’altro tizio con la testa riccioluta di cui non ricordo il nome scendere tra la folla con tanto di birrozzo per vedere il suo concerto :)
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