gira ingiustamente come progetto minore, nato dalle registrazioni di the voice of midnight, ma in realtà the ughs! è un grande disco dei residents, uno dei migliori degli ultimi anni – pari o forse superiore a the bunny boy – una perla tribal-sciamanica, primitiva, diversa dalle opere precedenti dei residents eppure ricorda i vecchi dischi dei residents. metto qua due pezzi brevi, ma il meglio lo danno in quelli lunghi.
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The Residents – Floating down the nile part 2
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uno dei gruppi migliori del momento? i this heat. solo che hanno sbagliato i calcoli e sono apparsi nel 1979. bella bella bella bellorum bellis bellis (da S.P.Q.R.).
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This Heat – 24 track loop
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This Heat – Horizontal Hold
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altro mito dell’avanguardia pop, pioniere della musica elettronica e non solo. raymond scott, molto attivo tra gli anni 50 e 60, tra jazz e musiche per i cartoni animati, dato che molti suoi pezzi venivano utilizzati nei cartoon della warners bros, e infatti chi non ha mai sentito il tema principale di powerhouse?
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Raymond Scott – Powerhouse
finì giustamente per buttarsi nella sperimentazione elettronica. anche lui, come bruce haack, si cimentò nella musica per bambini con una serie di album divisi per fasce d’età, e anche lui, come bruce haack, progettò e fabbricò alcuni strumenti, come l’electronium, ora nelle mani di mark mothersbaugh, leader dei devo. e a proposito, sentite cindy electronium, pezzo di raymond scott del 1959, o little miss echo, del 1963, un bel po’ di tempo prima dei kraftwerk, aphex twin, della musica per videogiochi e in effetti anche prima dei videogiochi.
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Raymond Scott – Cindy Electronium
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Raymond Scott – Little Miss Echo
invece in questo video tratto dal film “Happy landings” dei ballerini indiani di tip tap ballano sulle note di “War Dance For Wooden Indians” del raymond scott quintet (di cui consiglio anche il video Ali Baba Goes to Town).
quali album ascoltare? per chi fosse interessato, gli album da cui partire sono sostanzialmente due: reckless nights and turkish twilights, per il suo repertorio jazz, swing e looney tunes, e il “completely electronic” manhattan research inc, doppio album che raccoglie il suo repertorio di sperimentazione elettronica, jingle pubblicitari e follie assortite a cui probabilmente devono qualcosa anche i residents. imperdibile.
raymond scott è morto nel 1994, a 85 anni. qui la discografia completa scaricabile. questo invece è un blog a lui dedicato, dove tra l’altro scopro l’esistenza di un documentario.
si passa dall’avanguardia elettronica dadaista retrò al vaudeville inquietante, improvviso e inaspettato, stile residents. io l’ho ascoltata come la colonna sonora di un film che non esiste. sembra russo ma è tedesco, ma comunque fissato con la russia. per dire, è anche fondatore di un gruppo che fa inni socialisti per bambini (davvero). qua in una sua notevole esibizione alle tastiere:
nei commenti qualcuno lo definisce “nervoso ed elegante”, che mi sembra una bella definizione. notevole anche questo video dove dà un assaggio della sua dance, mentre qui urla musica idiota. in questa pagina invece una sua parziale biografia in italiano. chiudo con un mp3 tratto da Music For Theatre And Radio Play, suo album del 2008. per altre info su felix kubin e sugli artisti da lui prodotti vedere il sito della sua gagarin records.
il festival miniere sonore mi aveva già convinto prima di andare. mi era bastato il servizio di un telegiornale che parlava di “performance interminabili che non hanno esattamente entusiasmato il pubblico”: il genere di frasi pronunciate da un attempato giornalista regionale che hanno il potere di farmi scattare in piedi e buttarmi in strada immediatamente (le altre sono tutte quelle che contengono le parole “gratis” o “gavino murgia”). e poi avanguardia, di notte, in una cava abbandonata vicino al mare, in un posto alieno e suggestivo, non sono forse le keywords della serata perfetta? (continua…)