The Burzums – Dunkelheit (original 1960s Trve Kvlt Surf Music)

Conoscete i The Burzums? Leggere descrizione per maggiori info.
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Trotsky ed altri pasticci

aprile moretti 060 Trotsky ed altri pasticci

Segnalazioni varie a pioggia e senza un criterio preciso o una volontà di trovare un nesso logico.

Traggo spunto dal blog di canzoni tristi ma che tanto ci piacciono, dove Andrea Girolami sceglie un bellissimo ma bellissimo ma bellissimo pezzo di John Frusciante e giustifica la scelta parlando di una scena del film La stanza del figlio di Nanni Moretti.

C’è questa scena nel film di Nanni Moretti, “La stanza del figlio”, in cui l’inconsolabile padre continua a riascoltare la stessa canzone. Neanche tutta per intero ma solo pochi secondi, un frammento mandato avanti e indietro in continuazione, il regista lascia intendere che sono ore che è lì davanti e ci rimarrà ancora per molto. Perché quando una cosa fa troppo male funziona così: la devi prendere poco alla volta, quindi repetita iuvant e se è una cosa breve tanto meglio, si possono moltiplicare le dosi.

Ricordo perfettamente la scena, riproposta qui sotto anche se brutalmente estratta da tutto l’importante contesto del film. E’ uno dei momenti più toccanti e potenti del film, e ricordo che quando mi capitò sott’occhi durante la visione, piansi come un deficiente e come un disperato. In pochi secondi Moretti ha filmato un concentrato di dolore, un essere pensieroso in posa che cerca una valvola di sfogo con piccoli gesti. Inoltre sarà sicuramente capitato a tutti di riascoltare una canzone o solo una parte di essa (a me capitava di brutto con i gruppi progressivi come i Dream Theater che hanno la frenesia di non farti gustare una melodia che subito dopo cambiano tutto). Il pezzo dentro l’Hi-Fi è Water Dances di Michael Nyman.


TwinSisterMoon   Then Fell the Ashes 1282413805 Trotsky ed altri pasticci

Ma passiamo ad un’altra primizia: twinsistermoon, il 50% puro maschio (anche se francese) già piacevolmente segnalato con un pendente annuncio dell’album in questione, ci ha soddisfatti: “Then Fell The Ashes” si può già ascoltare, in qualche modo.
Com’è? La prima traccia è ciò che io ho sempre chiesto dai Natural Snow Building, cioè droni pesanti, chitarre elettriche dilatate all’estremo e psichedelia che porta sull’orlo del baratro (difficile tutt’oggi dimenticarsi della traccia d’apertura segnalata tra i best 2009). Il resto è tutto sommato sulla falsariga dei precedenti, quindi, tradotto, è OK.

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TwinSisterMoon – Black Nebulae

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TwinSisterMoon – Desert Prophecy

ducktails landscapes album art 210x Trotsky ed altri pasticci

Il già segnalato Ducktails, sembra non essere apprezzabile esclusivamente tramite live che vengono rilasciati in forma gratuita, ma anche tramite album che vengono rilasciati in forma meno gratuita. Landscapes è pieno di tranquillità, pieno di armonie che vorresti ascoltare all’alba, o durante un viaggio di ritorno. Lui, una chitarra, alcuni effetti. Non si richiede molta strumentazione per stare bene.

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Ducktails –  Roses

I Blue Sky Black Death li conosciamo, per Dio. Fanno soundtrack con tutto ciò che è commissionabile, i loro beats sono giunti al Wu Tang Clan, gli Hieroglyphics, Jean Grae ed parecchi altri. Ma l’ultimo album appena uscito è addirittura Pop, si Pop. Vabbè, intendiamoci, le basi son sempre quelle loro e facilmente riconoscibili, cambia solo il cantato. Questo mi porta quindi a pensare che non è da escludere, tra qualche anno, una base blue sky black death con un cantato death metal alla cannibal corpse. Qui il video del singolo.

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Blue Sky Black Death – Scandal

SignaltoNoiseCoverKevinDrum Trotsky ed altri pasticci

Poi c’è Kevin Drumm, oscuro uomo amante del rumore analogico. Personalmente lo piazzerei già nell’olimpo degli eletti, per il solo fatto di aver fornito all’umanità due album come Imperial Distortion e Imperial Horizon. Adesso va oltre, fa scaricare tramite Mediafire il suo ultimo lavoro! E’ intitolato “The Obstacles of Romantic Exaggeration”. Avvertenza: si denota la presenza massiccia di rumore.

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Kevin Drumm – Hang The Hustlers

Altre piccole grandi cose:

e concludiamo con un classico intramontabile, che ci riporta ciclicamente a Moretti, il pasticciere trotzkista:


Nachtmystium – Addicts Black Meddle Pt II

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Porca di quella puttana eva zoccola stronza. E’ reperibile sull’internet, in pieno regime illegale, Addicts Black Meddle Pt II dei già adulati Nachtmystium (noi di Guylum Bardot siamo tra i più trasgressivi in rete, quindi consigliamo sempre l’acquisto degli album che più ci piacciono). Non posso esimermi, però, nei limiti delle norme vigenti, dal rendervi nota cotanta pregevole distorsione che per alcuni è nota come musica.
Come abbiamo avuto più volte occasione di ripetere, i Nachtmystium hanno avuto una certa virata di “genere”, che vede come punto di partenza il puro black metal (Instinct: Decay era pieno di momenti estremi e cupi, ma già si intravedevano piacevoli melodie mefistofeliche che trasbordavano altrove). I loro ultimi due dischi hanno diviso i “fans”: quelli che hanno apprezzato e continuano ad apprezzarli, e quelli puristi del genere che non vedono di buon’occhio questo cambio di toni. Di questi ultimi il commento più mite che si trova in rete è “ma che cazzo è successo a questa band?”.
Assassins: Black Meddle Pt I ci aveva già egregiamente illustrato cosa diamine avevano in testa queste metallarozzi, che rappresentano esattamente il tipo di persona che mia madre non vorrebbe che diventassi mai. Chi ha apprezzato la prima parte non potrà rimanere insensibile a questo secondo lavoro, “la parte drogata”. Difficile inquadrare alcune sonorità che vi si trovano: guizzi punk? Assoli anni ’70? Urla disperate black metal? Tastiere cosmic? chitarre psichedeliche?
L’uscita del disco è stata anticipata prima da un trailer, poi da un singolo rilasciato just for fun, “No Funeral”, che alcuni hanno ritenuto una traccia strana; più che altro nessuno si sarebbe mai aspettato l’introduzione di uno strumento maledetto e vituperato: la “tastiera” (synth).
Ma sti farabutti emozionano, eh sì, emozionano, e nulla ci si può fare. Sovente passo da Lucio Battisti ai Nachtmystium, perchè questi ultimi, come noi, amano tanto alcune conservazioni tanto quanto l’eclettismo. Nel giro di pochi anni hanno maturato una loro consistente personalità uscendo dai rigidi steccati, e ascoltando più da vicino ciò che le loro corde metalliche volevano. L’ultima traccia poi, “Every Last Drop”, è essenzialmente una porta d’entrata (o d’uscita). Non si capisce se sia meglio il mondo che ci viene proiettato o quello che vi troviamo all’esterno. Ed è questo rendere soffusi i confini che ci smarrisce tanto serenamente.
Quindi lasciamo pure sciolte le briglie dell’ascolto, e che la cupezza ammaliante di questi individui scalmanati possa guidarci nelle nostre azioni quotidiane. Porca di quella puttana eva.

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Nachtmystium – Nightfall

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Nachtmystium – No Funeral

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Nachtmystium – Every Last Drop

Gente malvagia

Nel mesto fluire della nostra quotidianità se ne incontra di gene strana, malvagia, razzista e aberrante. Ma è curioso vedere come la creatività umana, anche se un briciolo di essa, si manifesti in tutti e proprio tutti. La creatività ci sostiene come delle ruote, e non è razzista, o quantomeno non è abbonata a La Padania.

Quindi per cui possiamo sentirci col cuore in pace se momentaneamente scindiamo la condotta di vita di alcuni psicopatici per non maledirli e gustare le loro performances.
Qui di seguito quello che ritengo il cantante che fornisce le migliori risposte durante le interviste. Sto parlando di Gaahl, leader e cantante dei Gorgoroth. Ogni volta che lo ascolto suscita in me una bilanciata reazione tra la risata fragorosa e lo stupore interrogativo.


Sempre di Gaahl è la seguente epica risposta, data in conclusione del documentario True Norwegian Black Metal che segnalammo con prontezza. Vedetelo tutto e apprezzatene pure, se volete.


Ma in sede di risposte epiche non potevamo sottrarci dal mostrare La risposta epica, quella di Charles Manson:


Ovviamente su Charles Manson si sa già tutto, motivo per cui sarebbe inutile intavolare colte discussioni, qui riportiamo solo il lato che taluni potrebbero ritenere “artistico” o quantomeno in distonia rispetto a ciò che faceva quando non conosceva un carcere (certo, qualcuno si sentirebbe maggiormente legittimato sulla scorta di Roman Polanski violentatore di dodicenni, ma è un gioco un pò visioso).
I Beach Boys volentieri hanno suonato pezzi scritti da Manson. E al tempo non è occorso molto per farlo ergere una sorta simbolo di una cultura.

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Charles Manson- Home is where you’re happy

Divertenti alcuni tag di last.fm che qui cito: , , , (che sta bene un pò su tutti), , , , e infine uno che non avrei mai sospettato, .

Chiudiamo con chi invece è pienamente redento e dedito, come sempre lo è stato, alla sua passione musicale, il nostro travagliato Burzum (che da poco ha sfornato l’ultimo album).

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Burzum – Glemselens Elv