Di Pakistan, bestie umane e altre storie (anche Hitler)

pakistan Di Pakistan, bestie umane e altre storie (anche Hitler)

Pakistan: Instrumental Folk & Pop Sounds 1966 – 1976. Come dice il titolo: pezzi strumentali, tutti molto ballabili, provenienti dal Pakistan del periodo 1966/1976, quindi surf, sitar, rock tipo Bollywood, Raul Casadei pakistano e così via, per capire che aria tirava da quelle parti, tra un golpe e l’altro. A compilare la lista è il gestore dell’eccellente Radiodifusion, blog consigliato più volte in queste pagine ma repetita iuvant. Il disco fino a un certo punto è piacevole ma non esaltante – solite contaminazioni musicali tra occidente e medio-oriente – ma proprio quando stava per deludermi sono arrivate un paio di perle sconosciute che in realtà avevo già sentito nel suddetto blog ma che avevo dimenticato.

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The Aay Jays – The Aay Jays Theme

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Nisar Bazmi – Pyar Ki Ik Naee

QUEERMARRIAGEcover Di Pakistan, bestie umane e altre storie (anche Hitler)

Humanbeast – Queer Marriage. Siccome è uno strano incontro tra l’electro ballabile con voce femminile dark il tanto giusto e la brutalità noise più inaspettata, è facile, visto il nome, vederci una metafora dell’essere umano diviso tra i suoi aspetti più o meno bestiali: ma siccome è facile, non lo faremo. A tratti si è indecisi tra quale delle due parti preferire, esattamente come accadeva in quell’esperimento di più di 40 anni fa di Pierre Henry con il gruppo progressive degli Spooky Tooth (a proposito: Humanbeast è tutto attaccato, quindi non sono da confondere con i quasi omonimi degli anni 70, gli Human Beast, autori di un progressive stoner ante-litteram). Però quando alla languida e decadente intensità emotiva della cantante subentra una distensiva e insensata cacofonia noise, il disco funziona.

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Humanbeast – In Heels

Si può scaricare gratuitamente da qui. Su Youtube c’è una esibizione live dove si nota perfettamente l’alternanza e l’unione tra le due anime del disco nonchè un certo imbarazzo del pubblico, tipico dei concerti noise.

Infine, una segnalazione: si chiama NudeSpoonsEuphoria ed è un blog di cover, ma si differenzia da tutti gli altri blog di cover per due particolarità: 1) è scritto in italiano, 2) i post sono lunghi e ben scritti. La seconda eccezione in particolare – cioè gli ottimi testi – ha reso la segnalazione praticamente obbligatoria. L’obiettivo sono le 100 cover.

Bonus: ah, siccome oggi inizia la primavera, mi sembra giusto omaggiarla con Springtime for Hitler, pezzo tratto da The Producers di Mel Brooks.

Novosibirsk Kurt Cobain cover Pennyroyal Tea

Forse in Russia capita, di andare in metro ed ascoltare una grande cover di Pennyroyal Tea.

Come as you are

Giorni fa, un certo Ramoncìn, cantante spagnolo, tenta una cover disastrosa di “Come as you are” dei Nirvana. La notte stessa dicono che al cimitero dove giace Kurt Cobain nessuno si è rivoltato dentro la bara, ma solo perchè Kurt aveva assunto eroina per dormire meglio.
Giorni appresso la catastrofica esecuzione, ‘sto Ramoncino si accorge di cosa ha fatto (qui un video dove risponde alle critiche). Non ho ben capito la caratura del personaggio, ma credo sia un cantante e attore abbastanza “pop”, ossia di genere popolare.

Ad ogni modo Kurt Cobain non ha aspettato molto, ed appena si è ridestato ha pubblicato su youtube, questo è quello che si racconta, un video dove lui imita il Ramoncino. Ma, aggiungo io, pur imitandolo, la sua versione è molto meglio di una distanza siderale:


A questo punto, già che ci troviamo nel seminato, mettiamo fine qui, su questo blog, la leggenda o cospirazione che vedrebbe Kurt Cobain non suicida bensì ucciso da non si sa bene chi il 5 Aprile 1994.
Liquido la questione subito ed immediatamente: io non so con sicurezza se Cobain sia morto per suicidio o per colpa di mano altra, ma so di per certo che una fauna ragionevole dovrebbe fidarsi ciecamente di un uomo come Dylan Carlson (leader degli Earth, padre del drone):


mettiamola così: se davvero fossi convinto che Kurt sia stato ucciso, insomma, se pensassi che Courtney o altri fossero coinvolti sarebbero tutti morti adesso. Perchè li avrei uccisi io.

A margine, non so se avete notato che Dylan compone musica proprio con lo stesso stile di come parla.
Ah, quella che si ode prima dell’intervista è Crooked Axis For String Quartet. Tra i più bei viaggi sonori mai prodotti dal genere umano.

E concludiamo, per non lasciare l’amaro in bocca, con la famosa e bellissima versione Live acoustic Unplugged in New York di “Come as you are” (qui con HD):


Last of The Mohicans Violin Cover “The Kiss” OST

Cover della famosa colonna sonora dell’Ultimo dei Mohicani. Quasi definitiva: notare la base noise e caratteri somatici del ragazzo.

ArcAttack – Iron man

verso la tamarraggine elettrica suprema e quasi certamente oltre: ArcAttack performs a Tesla Coil version of Iron Man