Con tutte le cose nuove che escono e col tempo che è sempre meno non resta che buttarsi sui classici, giusto? In questo caso sì, giusto. Further è un disco del 1997, o del 2010, o del 2097 d.C., dipende da quale calendario seguite e a quale teoria sullo spazio-tempo date credito. Comunque è una bomba psichedelica da ascoltare a tutto volume mentre si guida, possibilmente di notte, in una strada senza troppi incroci a raso e ovviamente solo dopo aver bevuto responsabilmente (qualsiasi cosa voglia dire). Niente ospiti vip, niente il mio dito è sul bottone spingi il bottone, ma molte idee, alcune vecchie, alcune nuove, ma in sostanza tutte belle. L’inizio è perfetto: intro con melodia eterea, voci suadenti e suoni diabolici che si fondono in Escape Velocity, tributo a Terry “Baba” O’Riley, 11 minuti esaltanti di epico kraut che vi faranno uscire fuori strada. Il resto del disco resta su questi (alti) livelli, tra dance, finezze electro, new wave e schitarrate vecchio stile: non c’è un pezzo minore. Anzi, se dovessi segnalare i pezzi migliori finirei per segnalarli tutti, compreso l’adorabile delirio techno-naif di Horse Power, con il robot che ripete semplicemente “horse. power. horse. power” e in sottofondo il nitrito di un cavallo. Sì, il nitrito di un cavallo. Loro possono.
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The Chemical Brothers – Horse Power
Qui il video di Swoon.

Nuovo album di Alaska in Winter. Cioè, “Space Eagle” non è un vero nuovo album ma la colonna sonora di un film che se ho capito bene non esiste. In pratica è un nuovo album. Il nostro idolo Brandon Bethancourt, passato dall’indie-folk-pop elettronico malinconico di “Dance party in the balkans” alla dance spaccaculi di Holiday, è ormai diretto verso la sublime tamarrizzazione. Qui usa tutti gli effetti immaginabili con l’evidente obiettivo di annientare il mondo con cascate di synth, flanger, vocoder senza pietà e titoli tipo “Digital angel of death”. Noi ovviamente assistiamo convinti e commossi, in venerazione, convinti che alcuni pezzi potrebbero far parte della colonna sonora del prossimo Tron, se solo il protagonista fosse Vin Diesel. Comunque la copertina dice tutto.
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Alaska in Winter – Ghost Pterodactyl
L’album uscirà in cassetta ma si può ascoltare su Last.fm e comprare da Cdbaby. C’è pure l’apposito Myspace con enormi immagini di aquile nello spazio e altre foto imbarazzanti.
Brandon continues to summon the force of german robots with high hopes that we will all experience colorful laser tears of joy.
(Dal suo Myspace. Evidentemente Brandon in questo periodo è particolarmente ispirato.)