Nuovo album di Alaska in Winter. Cioè, “Space Eagle” non è un vero nuovo album ma la colonna sonora di un film che se ho capito bene non esiste. In pratica è un nuovo album. Il nostro idolo Brandon Bethancourt, passato dall’indie-folk-pop elettronico malinconico di “Dance party in the balkans” alla dance spaccaculi di Holiday, è ormai diretto verso la sublime tamarrizzazione. Qui usa tutti gli effetti immaginabili con l’evidente obiettivo di annientare il mondo con cascate di synth, flanger, vocoder senza pietà e titoli tipo “Digital angel of death”. Noi ovviamente assistiamo convinti e commossi, in venerazione, convinti che alcuni pezzi potrebbero far parte della colonna sonora del prossimo Tron, se solo il protagonista fosse Vin Diesel. Comunque la copertina dice tutto.
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Alaska in Winter – Ghost Pterodactyl
L’album uscirà in cassetta ma si può ascoltare su Last.fm e comprare da Cdbaby. C’è pure l’apposito Myspace con enormi immagini di aquile nello spazio e altre foto imbarazzanti.
Brandon continues to summon the force of german robots with high hopes that we will all experience colorful laser tears of joy.
(Dal suo Myspace. Evidentemente Brandon in questo periodo è particolarmente ispirato.)
tra i più influenti gruppi svizzeri con i baffi al primo posto ci sono sicuramente gli yello. hanno esordito nell’anno mirabilis 1979, per poi continuare con una serie di album dalle atmosfere bizzarre ed eleganti, tra luci basse, baffi e la sensazione che potrebbero saltarti addosso da un momento all’altro e strapparti la giugulare con i denti per poi andare via fischiettando. i primi album erano più sperimentali e post-punk, più vicini allo stile ralph records, etichetta di cui hanno fatto parte, mentre in seguito si sono fatti sempre più dance & synth-pop. gli yello hanno avuto un certo successo con pezzi che tutti hanno sentito almeno una volta come oh yeah oppure the race, tra l’altro recentemente utilizzata come sigla tv. tra i miei preferiti però ci sono tutti quelli del primo e secondo album e pezzi come the evening’s young, jungle bill, i love you (con il memorabile baffo ritmico), bostich, rubberbandman e soprattutto “pinball cha cha cha”, uno dei migliori video degli yello:
ma se pensate che questo sia l’ennesimo noioso post di guylum bardot su qualche straordinario gruppo di 30 anni fa morto e sepolto, vi sbagliate. infatti la notizia è che gli yello sono ancora vivi ed è appena uscito il loro nuovo album,”touch yello”, dove c’è anche una nuova versione – pressochè identica alla prima – di “bostich”, mentre per il resto si tratta di pop e funk non sorprendente ma sempre di classe. questo il sito ufficiale degli yello. l’altra notizia è che hanno smesso con i video colorati e sono passati al bianco e nero. ma yello is the color, come diceva donovan.