tra i concerti di gavino murgia che ho visto questo è stato sicuramente il più psichedelico. pochi spettatori, location fredda, buia, isolata, difficile da trovare e acustica mediocre: tutti presupposti per un grande concerto. formazione composta da: badara seck, fenomeno senegalese che nessuno aveva notato prima del concerto perché immobile in un angolo, da solo, nascosto tra le tende, ma una volta sguinzagliato davanti al pubblico si è rivelato una specie di essere demoniaco. poi alla chitarra elettrica marcello peghin, discreto e preciso, a cui si devono notevoli momenti di delay, al contrabbasso salvatore maltana, e infine ovviamente il solito bravissimo francesco sotgiu alla batteria, già visto più volte live assieme a gavino murgia. a un certo punto, a metà concerto, mentre badara seck urlava e declamava chissà cosa e gavino seguiva con il sax il loop di se stesso in versione abissi infernali e tutti gli altri dietro fino all’estasi finale, un vecchio di borore, compiaciuto, ha commentato il tutto con “bette casinu”, ottima conclusione per la serata. segnalo anche un imprevisto effetto glitch dovuto a un microfono malfunzionante proprio durante un freestyle gutturale di gavino, cosa che ha causato numerosi svenimenti, tutti del sottoscritto.

com’è noto guylumbardot ama alla follia il Gav, jazzman, polistrumentista, ricercatore musicale, etno-musicologo e buddha di nuoro. l’abbiamo sempre seguito nei suoi numerosi concerti, a volte perdendolo clamorosamente e a volte riuscendo a raccontarlo, anche se purtroppo di questi casi fortunati nell’archivio non resta alcuna traccia (ma nel cuore e nella memoria dei lettori sì, ne siamo sicuri). qua pubblichiamo un’intervista al Nostro pubblicata nel periodico Sonos & Contos di novembre. dopo l’intervista, tre mp3 tratti dalla vasta e pressochè introvabile produzione del Gav (che per essere apprezzato appieno va assolutamente seguito live). accontentavi di questo, e cioè di poco, o comuni mortali. (continua…)