Mettiamo subito in chiaro una personale prospettiva. Natasha Khan (dei Bat for Lashes) è bona come il pane. Mi correggo nell’essere teoricamente pedante: per ciò che afferisce al mio sentire e alla mia dimensione sensibile, ella è percepita come qualcosa di piacevole ed esteticamente ‘sensato’, motivo per cui preferisco non vedere sue foto, altrimenti la voglia di toccarla aumenta a dismisura. Pertanto meglio chiudere il capitolo.
Anzi, già che mi trovo chiudo anche il capitolo ‘musica’ limitandomi a dire che si potrebbe tentare l’ascolto, di cui sotto un paio di tracce.
Mi sembra sempre più difficile proferir parole su espressioni umane, rese fisiche tramite alcuni strumenti (registrazione audio), che sollecitano l’organismo. Come faccio, davanti ad un tipo che prova piacere nel farsi di cocaina, a dirgli “vedi che è brutta la cocaina, è banale, è mediocre, è senza idee, è commerciale!”?
Gruppetto indie consigliatomi da una mia amica. Musica che mio fratello ottusamente non ascolterebbe per il solo fatto che siano taggati ‘indie’.
Ieri proprio, ad una cena, ad un certo punto un mio amico musicista ha detto che aveva visto un documentario sulla ‘musica estrema’, alchè un altro mio amico, prof. di chimica, lo ferma ribattendo: “Ma perchè, esiste una musica estrema? Per me esiste o quella musica che ‘mi fà la palla’* o quella che mi piace!”. Direi un buon compendio teorico.
Quest’uomo, per chi scrive, ha tanta barba quanto talento malinconico. Dai primi LP irradiava già una certa vis da incompreso eremita (da ascoltare le prime registrazioni su nastro pubblicate), ma con “The Shepherd’s Dog” è stato completamente sdoganato. In molti hanno storto il naso per la grande distribuzione ma, onestamente, con la sua barba, a mio modico avviso, lui può tutto. Non mi offenderei se mi trombasse la ragazza. Giuro.
L’ultimo arrivo di casa è l’EP che prende le mosse dalla canzone “Lovesong of The Buzzard”. Prontamente incollo le due ed uniche canzoni successive. Se potete, acquistate.
dunque, un po’ di chiarezza per giustificare l’entusiasmo e l’emozione del post precedente. i department of eagles sono un gruppo americano che ha fatto un album che io considero uno dei più belli degli anni 2000: The Whitey On The Moon UK LP. a questa autentica perla purtroppo sono seguiti molti anni di silenzio (uno dei due department è poi finito nei grizzly bear, ma chi se ne frega). l’album di cui parlo è stupendo, non c’è una canzone che non sia perfetta. ora, dopo tanti anni mi ero ormai rassegnato a vederli morire in nuovi inutili side-project… e invece finalmente la bella notizia. un nuovo album. due nuovi pezzi potete trovarli su myspace o anche sul loro sito (dove si possono anche scaricare). qua invece metto 3 pezzi del vecchio album.