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	<title>Guylum Bardot &#187; jazz</title>
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	<description>Guylum Bardot</description>
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		<title>I due migliori concerti dell&#8217;estate: Speed Caravan e Mulatu Astatke</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 10:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>finegarten</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Sarà che sono diventato estremamente selettivo, o se preferite uno stronzo misantropo e accidioso, comunque ormai vado a pochi/pochissimi concerti, tanto che i due migliori di questa estate sono anche gli unici due a cui ho assistito, entrambi dietro casa, nel giro di 48 ore. Speed Caravan a Nurachi, 2 agosto 2011 Quasi visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>	<p><em>Sarà che sono diventato estremamente selettivo, o se preferite uno stronzo misantropo e accidioso, comunque ormai vado a pochi/pochissimi concerti, tanto che i due migliori di questa estate sono anche gli unici due a cui ho assistito, entrambi dietro casa, nel giro di 48 ore. </em></p>
	<h3>Speed Caravan a Nurachi, 2 agosto 2011</h3>
	<p><img class="aligncenter" title="speed caravan" src="http://www.guylumbardot.com/wp-content/uploads/2009/11/Speed+Caravan+sc2.jpg" alt="Speed+Caravan+sc2 I due migliori concerti dellestate: Speed Caravan e Mulatu Astatke" width="550" height="424" /></p>
	<p>Quasi visto due anni fa, ascoltato spesso in questi due anni, finalmente sono riuscito a intercettare <a href="http://www.guylumbardot.com/speed-caravan/">Speed Caravan</a>, il progetto del mago dell&#8217;oud Mehdi Hadda, psichedelico, travolgente, indefinibile. E&#8217; come se i Motorhead facessero dance araba. A un certo punto del concerto ha introdotto un pezzo dicendo che andava fatto &#8220;forte e veloce&#8221;, e ditemi voi se non vi ricorda qualcuno. Melodie ipnotiche che per comodità definiamo arabeggianti a cui però viene dato fuoco elettrico e amplificato, su imprevedibili basi dance: molto forte, molto veloce, MOLTO BELLO. Come sospettavo è musica che su cd o su youtube rende meno di un decimo di quanto rende dal vivo. Immancabile nel finale la cover di Galvanize e una Dady Lolo destrutturata e irriconoscibile, molto bella. Essere selettivi premia.<br />
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	<h3>Mulatu Astatke a Oristano, 4 agosto 2011</h3>
	<p><img class="aligncenter" title="mulatu" src="http://userserve-ak.last.fm/serve/_/54746689/Mulatu+Astatke.jpg" alt="Mulatu+Astatke I due migliori concerti dellestate: Speed Caravan e Mulatu Astatke" width="550" height="383" /></p>
	<p>Confesso, questo post ha richiesto più stesure, dato che nelle prime sembravo Paolo Brosio che parla della Madonna di Medjugorje. L&#8217;entusiasmo post-concerto può essere molto imbarazzante, per quanto, in questo caso, assolutamente motivato, dato che quello di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mulatu_Astatke" target="_blank">Mulatu Astatke</a> non è stato solo il concerto più bello di quest&#8217;estate e di quest&#8217;anno, ma anche uno dei più belli di sempre. E dico davvero. Scoprire musica così (anche se l&#8217;avevo già sentito in passato, ma non mi aveva sconvolto: com&#8217;è possibile?) e scoprirla dal vivo, diciamo in carne ed ossa e luci colorate, è stata un&#8217;esperienza psico-fisica di cui fare scorta per i mesi invernali. Sul palco Re Mulatu e sette musicisti uno-più-bravo-dell&#8217;altro. E voglio scrivere anche i loro nomi perchè se lo meritano: Byron Wallen, James Arben, Danny Keane, Alex Hawkins, John Edwards, Tom Skinner, Richard Olatunde Baker. Ma giustamente qualcuno potrebbe chiedersi chi è Mulatu. Dunque.</p>
	<p><object width="480" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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	<p>Etiope, ha studiato e vissuto a Londra, New York e Boston, dove è stato il primo studente africano al Berklee college of music. Polistrumentista, specializzato in vibrafono, piano e conga, è conosciuto come &#8220;godfather of ethio-jazz&#8221;, che sarebbe jazz però con elementi della musica popolare etiope, ritmi latini, venature psichedeliche, melodie malinconiche e stregate. E cioè? Appunto. Durante il concerto ogni tanto capitava di sentire qualche suono che non si capiva che suono fosse e soprattutto da dove provenisse. E in quel momento, a bocca aperta, alla ricerca di una spiegazione, guardavo Mulatu che non suonava ma dirigeva gli altri musicisti con espressioni di soddisfazione e godimento. Ogni tanto poi attendeva un suono e quando il suono arrivava Mulatu annuiva convinto e soddisfatto, come a dire: &#8220;Perfetto, lo volevo esattamente lì, esattamente così&#8221;. E&#8217; l&#8217;ethio- jazz. Lui sa cos&#8217;è.</p>
	<p><object width="560" height="345" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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	<p>Quali dischi comprare? Cominciamo col dire che il disco <a href="http://www.discogs.com/Mulatu-Astatke-Mulatu-Of-Ethiopia/release/660346" target="_blank">Mulatu of Ethiopia</a>, anno 1977, porta il marchio dell&#8217;Ethiopia Airlines ed è stata la colonna sonora ufficiale in aerei e aeroporti etiopi. Ma probabilmente Mulatu sarebbe rimasto una leggenda per pochi esperti di giàs, se non fosse stato riscoperto qualche anno fa grazie alla colonna sonora del film <a href="http://www.amazon.com/Broken-Flowers-Original-Soundtrack/dp/B0009XT914" target="_blank">Broken Flowers</a> di Jim Jarmusch &#8211; inutile negarlo, è per questo che noi lo conosciamo &#8211; dove tre dei suoi brani più belli e ipnotici venivano ripetuti più volte. Qualche anno dopo poi è arrivato il disco che ha conquistato i cuori di tutti, quello con gli Heliocentrics, <a href="http://www.inspiration-information-3.com/" target="_blank">Inspiration Information</a>, consigliatissimo.</p>
	<p><object width="480" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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	<p>Ma il disco fondamentale da avere e consumare è senza dubbio <a href="http://www.amazon.com/Ethiopiques-4-Mulatu-Astatqe/dp/B00000DDMB" target="_blank">Éthiopiques, Vol. 4: Ethio Jazz &amp; Musique Instrumentale</a>, antologia del periodo 1969/1974. Fondamentale perchè contiene tutti i classici. Nel 2010 poi è uscito l&#8217;ultimo <a href="http://www.strut-records.com/news/Mulatu%20Astatke" target="_blank">Mulatu Steps Ahead</a>, di cui su internet gira una versione promo con la voce di Mulatu che interviene durante i pezzi, introducendoli o sovrapponendosi con frasi tipo <em>&#8220;Questo è Mulatu Astatke, e voi state ascoltando il mio nuovo album&#8221;</em>. L&#8217;idea della casa discografica era di inserire un elemento di disturbo in modo da scoraggiare la pirateria, dato che il feticista della musica, e in particolare quello del giàs, come prima cosa nella sua vita mette la qualità dell&#8217;ascolto. Prima di tutto, anche prima della salute della mamma e dei figli. Peccato però che questa versione, come ha giustamente notato <a href="http://www.borguez.com/mulatu-astatke-mulatu-steps-ahead-promo/ " target="_blank">qualcun altro prima di me</a>, ha finito per impreziosire il disco, con la voce calda di Mulatu che sembra quella di un dj di una radio blaxploitation, praticamente perfetto. Quindi il consiglio è di acquistare il disco originale, ok, ma anche di scaricare la copia promo con la voce di Mulatu. E insomma mi sembra di aver detto tutto, forse anche troppo. Ah, <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=mulatu+astatke+live+%40+dromos+oristano&#038;aq=f" target="_blank">qui alcuni video</a> dello storico concerto. </p>
	<p><object width="480" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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	<p><strong>Nota: </strong>Entrambi i concerti facevano parte del <a href="http://www.dromosfestival.it/" target="_blank">Dromos Festival</a>, bellissimo festival di musica bellissima, quasi sempre dietro casa mia, che diventa ancora più bello quando offre prezzi, diciamo così, &#8220;popolari&#8221;. Comunque ringrazio di cuore gli organizzatori per le ottime scelte. L&#8217;anno prossimo magari portatemi dietro casa anche <a href="http://www.guylumbardot.com/aaaaaa-jalla-jalla-ghisibene-aella/">Omar Souleyman e i Group Bombino</a>, così mi farete ancora più felice. </p>
	<p><strong>Altra nota:</strong> se fra chi legge c&#8217;è qualcuno che usa Wikipedia, vi prego, cambiate l&#8217;orribile foto che campeggia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mulatu_Astatke" target="_blank">nella pagina dedicata a Mulatu. </a>
</p>
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		<title>Pat Metheny e il musicista nell&#8217;era della sua riproducibilità tecnica</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 15:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>qbic</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Concerto di Pat Metheny a Bari per il suo Orchestrion Tour. La delegazione pugliese di Guylum Bardot (il sottoscritto) c’era e ha assistito all’esibizione del celeberrimo chitarrista jazz, accompagnato da un’orchestra di svariati elementi, dei quali nessuno umano. Ma andiamo con ordine: il concerto si è aperto con un paio di pezzi per chitarra [...]]]></description>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>	<p><img src="http://img444.imageshack.us/img444/9915/bws.jpg" alt="bws Pat Metheny e il musicista nellera della sua riproducibilità tecnica"  title="Pat Metheny e il musicista nellera della sua riproducibilità tecnica" /><br />
Concerto di Pat Metheny a Bari per il suo <a href="http://www.patmetheny.com/orchestrioninfo/">Orchestrion Tour</a>. La delegazione pugliese di Guylum Bardot (il sottoscritto) c’era e ha assistito all’esibizione del celeberrimo chitarrista jazz, accompagnato da un’orchestra di svariati elementi, dei quali nessuno umano. </p>
	<p>Ma andiamo con ordine: il concerto si è aperto con un paio di pezzi per chitarra classica, sempre motivo di grande sollazzo per il nervo acustico, per poi passare a “The Sound of Water” eseguita con la famosa <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Wp1wHZfZz9s">Pikasso Guitar</a>, che ha fatto andare in orbita il livello totale di endorfine del teatro. </p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Pat Metheny &#8211; The Sound of Water</strong></p>
	<p>A circa mezz’ora dall’inizio, ecco la roba pesante: i teli rossi che fino ad allora avevano fatto da sfondo per il Capellone Nostro si alzano e svelano l’attrattiva della serata, un carrozzone pieno di strumenti di accompagnamento (due pianoforti, un vibrafono, due chitarre, infinite percussioni, fiati e chincaglierie varie) che verranno poi suonati da un computer. Non sintetizzatori e campioni, ma solenoidi e meccanismi pneumatici. Per le successive due ore, insomma, sembrava di guardare una versione jazz-fusion di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=u1ZGIrNf71Q">Monkey Drummer</a>, beatamente ambientata nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uncanny_valley">uncanny valley</a>. Grandiosi e folli poi i vari momenti di duetto, in cui Metheny si alternava di volta in volta con un diverso strumento/robot suscitando fra gli spettatori diversi “WTF?” compiaciuti.<br />
E a un certo punto, quando credevamo di aver visto tutto, ecco il colpo di grazia: Pat inforca la sua chitarra e con essa suona <strong>altri</strong> strumenti: il pianoforte, il vibrafono, le percussioni, <em>un’altra</em> chitarra, costruendo progressivamente per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Overdubbing">overdub</a> la base sui cui poi improvvisare. La reazione del pubblico al termine della sessione è stata &#8211; come dire &#8211; devastante, ed era prevedibile.<br />
Sul finale di serata, tanto per gradire, un altro dei suoi assi nella manica: la mitica <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YChF97HiAcc">Roland GR300</a>, sempre accompagnata dall’orchestra robot, che ha teletrasportato tutti quanti in un meraviglioso delirio MIDI d&#8217;altri tempi.</p>
	<p>Ma oltre tutti questi gingilli strumentali, al di là dell’apparato scenografico e dell’intelligenza artificiale, c’era la musica. Sulla qualità della musica in sé non mi pare sia il caso di dilungarsi troppo, mi basterà dire: Pat Metheny, cazzo.</p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Pat Metheny &#8211; Orchestrion Improvisation</strong></p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Pat Metheny &#8211; Sueño Con Mexico</strong></p>
	<p>Per concludere, le note negative della serata, e cioè: 1) il tizio dietro di me che continuava a tenere il tempo sulle sue gambe nonostante i ripetuti improperi della di lui fidanzata (“hai cacato il cazzo”, cit.) e 2) un improvviso effetto Larsen che ha obbligato il Pat a concludere prematuramente un brano, ma che io ho comunque apprezzato come lampo noise in un concerto già perfetto. Il resto del pubblico non pareva essere del mio stesso avviso.</p>
	<p>(&#8220;Orchestrion&#8221; è disponibile anche come album registrato in studio, ma è scontato sottolineare come non renda affatto giustizia a ciò che è avvenuto ieri sera. Va un po’ meglio con <a href="http://www.themidnightcafe.org/?p=2058">questo bootleg</a> dal quale sono tratti i brani inseriti qui, ma sia sempre maledetto nei secoli dei secoli chiunque registri in FLAC.)
</p>
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		<title>Hitler in my head, quando i nazi erano swwwing</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 12:09:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tweet In Musicofilia, bellissimo libro dedicato a musica &#38; problemi neurologici, il grande Oliver Sacks racconta la storia del signor Mamlok, un vecchio signore ebreo che a un certo punto della sua vita, 60 anni dopo la seconda guerra mondiale, iniziò a sentire nella sua testa marce ed inni nazisti. Ma non come può capitare a [...]]]></description>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>	<p><a href="http://www.guylumbardot.com/wp-content/uploads/2010/01/nazi_song_dance_big1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2729" title="nazi music" src="http://www.guylumbardot.com/wp-content/uploads/2010/01/nazi_song_dance_big1.jpg" alt="nazi song dance big1 Hitler in my head, quando i nazi erano swwwing" width="442" height="336" /></a></p>
	<p>In <a href="http://www.adelphi.it/novita/244/3395/3396/3426/libri.asp?isbn=8845922618">Musicofilia</a>, bellissimo libro dedicato a musica &amp; problemi neurologici, il grande Oliver Sacks racconta la storia del signor Mamlok, un vecchio signore ebreo che a un certo punto della sua vita, 60 anni dopo la seconda guerra mondiale, iniziò a sentire nella sua testa <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vgF-Emmtd9s">marce ed inni nazisti</a>. Ma non come può capitare a noi comuni mortali,  sfortunatamente sprovvisti di queste bizzarrie neurologiche, quando semplicemente evochiamo una canzone con la nostra immaginazione musicale. Il signor Momlak sentiva le marce naziste complete in ogni minimo dettaglio, contro la sua volontà e a volume molto alto. La cosa naturalmente gli provocava fastidio, dato che aveva vissuto in Germania, ad Amburgo, nel periodo della hitlerjugend e quelle canzoni naziste gli evocavano brutti ricordi. In questo caso di allucinazione musicale &#8211; come in molti altri raccontati da Sacks &#8211; opporsi è praticamente inutile e la via migliore sembra quella di adattarsi. Il signor Mamlok infatti in seguito dichiarò che aveva imparato a conviverci, anche se ora &#8211; per sua fortuna &#8211; in testa sentiva Tchaikovsky e non più la propaganda nazista. Ma la sua storia mi ha fatto pensare al glorioso periodo dello swing nazista.</p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Charlie and His Orchestra &#8211; I&#8217;m Sending You The Siegried Line</strong></p>
	<p><img class="alignright size-medium wp-image-2734" title="charlie" src="http://www.guylumbardot.com/wp-content/uploads/2010/01/charlie-298x300.jpg" alt="charlie 298x300 Hitler in my head, quando i nazi erano swwwing" width="209" height="210" />Negli anni 30 i nazisti cercavano in tutti i modi di fermare la musica jazz e swing, principalmente perché fatta da americani, in particolare da americani <em>negri</em> (si veda in proposito la celebre <a href="http://www.guylumbardot.com/wp-content/uploads/2010/01/start-world-war-2-181.jpg">locandina entartete musik</a> &#8211; musica per degenerati &#8211; e notare la combinazione negrone-jazz-stella di david). Ma la musica, come ha imparato anche il signor Mamlok, se ne frega della volontà umana ed è difficile da fermare. A quel punto allora herr doktor <strong>Joseph Goebbels</strong> decise almeno si sfruttare la cosa in favore del Reich. Se proprio doveva essere musica che entrava nella testa della gente, che almeno ci entrasse con i messaggi giusti! (Hitler è ok, ebrei morite tutti, ecc. in proposito si veda <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DDTyZT-D1kQ">questo video</a>.)</p>
	<p>Si formò così la swing band <strong>Charlie and His Orchestra</strong>, capitanata da Karl Schwendler, misterioso personaggio la cui vera storia forse è ancora da scrivere. Era swing a tutti gli effetti, di quel genere che andava di moda in quel periodo, anche se nei testi venivano inseriti messaggi di propaganda pro-nazi e contro americani ed ebrei, spesso modificando leggermente parole di classici come quelli di Louis Armstrong (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Charlie_and_his_Orchestra">qui</a> ad es. la versione nazi-swing di &#8220;I double dare you&#8221;, <a href="http://www.lyricszoo.com/louis-armstrong/i-double-dare-you/">qui</a> l&#8217;originale). Naturalmente, trattandosi di canzoni cantate in inglese, non potevano girare liberamente in Germania &#8211; anche se sembra che abbiano avuto comunque un successo underground &#8211; ed erano dirette agli &#8220;stranieri&#8221; (ad esempio secondo la leggenda Churchill le trovava molto divertenti).</p>
	<p>Tutti gli mp3 scaricabili di Charlie and His Orchestra si trovano in <a href="http://blog.wfmu.org/freeform/2005/03/charlie_and_his.html">questi</a> <a href="http://blog.wfmu.org/freeform/2005/12/still_more_nazi.html">due</a> post di Wmfu. Ah, se qualcuno per caso trovasse <a href="http://www.amazon.com/Propaganda-Swing-Goebbels-Jazz-Orchestra/dp/B0009T2JKG/ref=pd_sim_b_1">questo film sulla vicenda</a> &#8211; e avesse la bontà di condividerlo &#8211; farebbe cosa buona e giusta.</p>
	<p>(e oltre che in testa può capitare anche di trovare Hitler nel proprio cuore, come racconta Antony in questa canzone &#8211; una delle poche sue che ho amato)</p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Antony and the Johnson &#8211; Hitler in my heart</strong>
</p>
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		<title>Jazz Mash Swing Bash</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 15:24:56 +0000</pubDate>
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		<title>11 cose sull&#8217;European Jazz Expo Festival</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 19:25:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tweet sono stato al jazz expo 2009 di cagliari, non ho visto marcus miller ma ho comunque sentito un po&#8217; di musica, quindi ecco le mie considerazioni in un comodo elenco numerato. il post contiene anche mp3, gossip, misteri e Petra Magoni nuda. jazz hands! 1. Gavino Expo Festival. Primo dei due concerti di Gavino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="">
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sono stato al <strong>jazz expo 2009</strong> di cagliari, non ho visto marcus miller ma ho comunque sentito un po&#8217; di musica, quindi ecco le mie considerazioni in un comodo elenco numerato. il post contiene anche mp3, gossip, misteri e Petra Magoni nuda. jazz hands!</p>
	<p><span id="more-2357"></span></p>
	<p><strong>1. Gavino Expo Festival. </strong>Primo dei due concerti di <a href="http://www.guylumbardot.com/tag/gavino-murgia/">Gavino Murgia</a> in questo festival, versione live di Megalitico, il progetto con Michel Godard e i soliti bravissimi noti, ovvero Iodice alla batteria e Biondini alla fisarmonica. E&#8217; da poco uscito l&#8217;album, bellissimo, che potete acquistare da <a href="http://www.jazzos.com/detail0.php?artist=500915&amp;cat=TOP&amp;module=artists&amp;pager_size=0&amp;pager_start=0&amp;order_by=&amp;order_sort=&amp;search_type=artist&amp;search_string=gavino+murgia&amp;instrument=0&amp;prod=MNK007">qui</a>. Mancava il vibrafono, ma è stato comunque un gran concerto. Da ricordare un&#8217;apocalittica esecuzione di Arketipo che ha zittito gli applausi ancora in corso per il pezzo precedente e anche un bellissimo assolo di Biondini alla fisarmonica. Ma soprattutto Michel Godard, tutto solo dietro al resto del gruppo, che sembrava ballare con una elegante signora sovrappeso, la sua tuba blu.</p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Gavino Murgia &#8211; Arketipo</strong></p>
	<p><strong>2. Mistero 1. </strong>Uno dei misteri dei festival: le tipe con piercing e tatuaggi che maneggiano obiettivi Canon lunghi mezzo metro sotto i palchi dei concerti. Dove sono finiti i fotografi di una volta, quei simpatici ciccioni con la barba? Dove sono?</p>
	<p><strong>3. Tutti amano Paolo Fresu.</strong> C&#8217;è poco da dire su Fresu e Uri Caine: sono molto bravi. Tra i tanti pezzi, più o meno noti, che hanno entusiasmato la sala strapiena, mi ha colpito <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZgZvJsXYlcw">Lascia ch&#8217;io pianga</a> di Haendel. Il pubblico adora Fresu. E la cosa era palpabile. Nell&#8217;aria del Jazz Expo, assieme all&#8217;odore di salsiccia e cipolla, c&#8217;era tanto ma proprio tanto amore per Fresu, a volte perfino troppo: si veda in proposito il discorso-gaffe di un assessore che premiando Enrico Rava è riuscito a parlare soprattutto di Fresu, arrivando poi a definire Rava allievo di Fresu (i due hanno 200 anni di differenza). L&#8217;episodio è diventato il gossip principale del festival e motivo di derisione per l&#8217;assessore.</p>
	<p><strong>4. Il Maestro Enrico Rava.</strong> Sul Maestro Enrico Rava ho poco da dire. E&#8217; giàs. E&#8217; famoso. E&#8217; il Maestro Enrico Rava. E&#8217; uno che emana importanza. Cioè, uno che magari non ti capiterà mai di ascoltare, però se lo vedi passare ti togli il cappello, anche se non ce l&#8217;hai. E se qualcuno ti chiede perché ti togli il cappello tu gli dici: come perché, quello era il Maestro Enrico Rava! Ben 8.260 risultati su Google cercando &#8220;maestro enrico rava&#8221;, per dire. Ed ecco perché mi ha fatto molto ridere la gaffe dell&#8217;assessore di cui sopra.</p>
	<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2380" title="ODJB1917" src="http://www.guylumbardot.com/wp-content/uploads/2009/11/ODJB1917.jpg" alt="ODJB1917 11 cose sullEuropean Jazz Expo Festival"  /></p>
	<p><strong>5. Trygve Seim e la sua orchestra.</strong> E’ sicuramente stata la mia scoperta di questo festival. Norvegesi. Un fagotto, trombe e tromboni, la tuba, un violoncello, un clarinetto e Trygve Seim al sax, per un jazz che non è <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090629121355AAbTD98">nè gezz nè giàs</a>, ma semplice meraviglia. Sono entrato nella sala a concerto già iniziato, senza sapere assolutamente chi fosse Trygve Seim, ma la musica mi ha catturato immediatamente, obbligandomi a sedere per ascoltare i brevi suoni che emergevano dal silenzio, sempre di più, sempre più forti, fino a diventare epiche melodie. Come una misteriosa colonna sonora. Naturalmente, trattandosi di un&#8217;orchestra, è musica che rende soprattutto live.</p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Trygve Seim &#8211; Sorrows</strong></p>
	<p><strong>6. A proposito, evidentemente il jazz non è più palloso.</strong> Praticamente per ogni concerto c&#8217;era la ressa, e innumerevoli erano i gruppi di giovani apparentemente normali che bighellonavano tra un concerto e l&#8217;altro con birre in mano.</p>
	<p><strong>7. Gavino Expo Festival 2.</strong> E dopo il Gavino Murgia più classico di Megalitico, ecco il Gavino Murgia del progetto Sardacity con il rapper Momak dei Menhir e Dj Gruff, più il quintetto jazz in parte composto dai soliti bravissimi noti come Biondini, Iodice e Godard. Concerto giocoso e sperimentale, tra jazz, funk e hip-hop, assolutamente riuscito. Mi è piaciuto molto il duetto tra la fisarmonica di Biondini e lo scratch di Dj Gruff, e naturalmente il beatbox di Gavino che faceva da base alle rime di Momak. Sempre Momak a un certo punto si è rivolto al pubblico dicendo &#8220;Scusate se questo non è jazz, comunque è simile&#8221;. Concerto che mi ha coinvolto anche fisicamente, nonostante fossi semplicemente seduto come un bravo spettatore, e infatti dopo questo non avevo più voglia sentire altra musica, ma la legge dei festival obbliga ad assistere al maggior numero di concerti possibili, quindi ho continuato. Per chi fosse interessato il gruppo replica l&#8217;esperimento Sardacity il 5 dicembre in Norvegia, a Oslo. Se ci andate dato che siete lì magari cercate di intercettare anche Trygve Seim.</p>
	<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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	<p><strong>8. El Negro. </strong>Come comportarsi quando un Festival è particolarmente ricco di concerti soprattutto di gente di cui ignoravi l&#8217;esistenza fino a 48 ore prima? Semplice: ti basi sui nomi che leggi sul programma. Alcuni concerti li ho scelti esclusivamente in base al livello di fascino/esoticità che emanavano. Per dire, come resistere leggendo &#8220;Fahir Atakoglu &amp; Horacio El Negro Hernandez&#8221;? E infatti non ho resistito. Bravi ma evidentemente non il mio genere. Ho lasciato il concerto dopo un po&#8217;.</p>
	<p><strong>9. Mistero 2. </strong>Altro mistero di questo e dei festival in generale: le persone con il pass stampa &amp; foto. Quante erano? Se prima i dotati di pass erano creature mitologiche che si muovevano solitarie tra centinaia di spettatori normali, ora, nell&#8217;era di Internet, queste persone si sono trilioniplicate e ai concerti ormai c&#8217;è più gente col pass di quella col biglietto. Ma fin qui nessun problema. Il punto è che poi torni a casa e tutto questo materiale &#8211; testi, video, foto &#8211; che teoricamente dovrebbero aver prodotto, si riduce a una manciata di foto, qualche video, pochi anzi pochissimi testi. Esiste una Internet Due di cui io non ho mai saputo nulla?</p>
	<p><strong>10. L&#8217;odore del jazz.</strong> Se  vi chiedete qual è l&#8217;odore del jazz, ve lo dico io: salsicce arrosto e cipolla. Quell&#8217;odore era ovunque.</p>
	<p><strong>11. Su questa Petra.</strong> Infine ho visto anche Ferruccio Spinetti e Petra Magoni, duo di contrabbasso e voce. Mi erano stati consigliati qualche anno fa da un amico indie, quindi mi è sembrato giusto ignorarli per anni per poi vederli del tutto casualmente tra un concerto che mi interessava e un altro, indeciso sulla cena. A sorpresa mi sono piaciuti, sopratutto le cover. Petra Magoni mi ha particolarmente impressionato per le sue notevoli capacità vocali e la sua affascinante presenza scenica. Infatti appena arrivato a casa ho cercato &#8220;petra magoni nuda&#8221; su Google, ma forse a volte sopravvaluto internet.</p>
	<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2370" title="petra magoni" src="http://www.guylumbardot.com/wp-content/uploads/2009/11/2309_bollani_2.jpg" alt="2309 bollani 2 11 cose sullEuropean Jazz Expo Festival"  />
</p>
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		<title>Raymond Scott: tra jazz, Bugs Bunny e Aphex Twin</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 12:41:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tweet altro mito dell&#8217;avanguardia pop, pioniere della musica elettronica e non solo. raymond scott, molto attivo tra gli anni 50 e 60, tra jazz e musiche per i cartoni animati, dato che molti suoi pezzi venivano utilizzati nei cartoon della warners bros, e infatti chi non ha mai sentito il tema principale di powerhouse? [See [...]]]></description>
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altro mito dell&#8217;avanguardia pop, pioniere della musica elettronica e non solo. <strong>raymond scott</strong>, molto attivo tra gli anni 50 e 60, tra jazz e musiche per i cartoni animati, dato che molti suoi pezzi venivano utilizzati nei cartoon della warners bros, e infatti chi non ha mai sentito il tema principale di powerhouse?</p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Raymond Scott &#8211; Powerhouse</strong></p>
	<p>finì giustamente per buttarsi nella sperimentazione elettronica. anche lui, come <a href="http://www.guylumbardot.com/bruce-haack-luomo-del-retro-futuro/">bruce haack</a>, si cimentò nella <a href="http://raymondscott.com/SSFB.htm">musica per bambini</a> con una serie di album divisi per fasce d&#8217;età, e anche lui, come bruce haack, progettò e fabbricò alcuni <a href="http://raymondscott.com/em.html">strumenti</a>, come l&#8217;<a href="http://www.raymondscott.com/Electron.html">electronium</a>, ora nelle mani di mark mothersbaugh, leader dei devo. e a proposito, sentite <em>cindy electronium</em>, pezzo di raymond scott del 1959, o <em>little miss echo</em>, del 1963, un bel po&#8217; di tempo prima dei kraftwerk, aphex twin, della musica per videogiochi e in effetti anche prima dei videogiochi.</p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Raymond Scott &#8211; Cindy Electronium</strong></p>
	<p>[See post to listen to audio]<br />
<strong>Raymond Scott &#8211; Little Miss Echo</strong></p>
	<p>invece in questo video tratto dal film &#8220;Happy landings&#8221; dei ballerini indiani di tip tap ballano sulle note di &#8220;War Dance For Wooden Indians&#8221; del raymond scott quintet (di cui consiglio anche il video <a href="http://www.youtube.com/watch?v=UxQSG2PlgI8&amp;NR=1">Ali Baba Goes to Town</a>).</p>
	<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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	<p>quali album ascoltare? per chi fosse interessato, gli album da cui partire sono sostanzialmente due: <strong>reckless nights and turkish twilights</strong>, per il suo repertorio jazz, swing e looney tunes, e il “completely electronic” <strong>manhattan research inc</strong>, doppio album che raccoglie il suo repertorio di sperimentazione elettronica, jingle pubblicitari e follie assortite a cui probabilmente devono qualcosa anche i <a href="http://www.guylumbardot.com/tag/residents/">residents</a>. imperdibile.</p>
	<p>raymond scott è morto nel 1994, a 85 anni. qui la discografia completa scaricabile. <a href="http://raymondscott.blogspot.com/">questo</a> invece è un blog a lui dedicato, dove tra l&#8217;altro scopro l&#8217;esistenza di un <a href="http://scottdoc.com/view-the-trailer-2/">documentario</a>.
</p>
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		<title>Kind of Bloop</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 11:14:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guylumbardot</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet &#8220;Teaser&#8221; di Kind of Bloop, remake in versione chiptune dell&#8217;eterno &#8220;Kind of Blue&#8221; di Miles Davis, in uscita il 17 Agosto in occasione del 50° anniversario dell&#8217;album.]]></description>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>&#8220;<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8n128y4LSsk">Teaser</a></strong>&#8221; di Kind of Bloop, remake in versione chiptune dell&#8217;eterno &#8220;Kind of Blue&#8221; di Miles Davis, in uscita il 17 Agosto in occasione del 50° anniversario dell&#8217;album.]]></content:encoded>
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		<title>Michel Godard &amp; Gavino Murgia &#8211; Deep</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 19:10:23 +0000</pubDate>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>	<p><img src="http://www.guylumbardot.com/x/1012328.jpg" alt="1012328 Michel Godard & Gavino Murgia   Deep" width="450" height="450" title="Michel Godard & Gavino Murgia   Deep" /></p>
	<p>deep.
</p>
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		<title>Radiohead mashup</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 20:10:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tweet Cos&#8217;hanno in comune i Radiohead e Mino Reitano? Niente, ovviamente. Però in un post sugli ottimi mashup di tal Overdub mi sembrava il caso di ricordare anche la scomparsa di un mito che &#8211; si scoprirà solo fra cinquant&#8217;anni &#8211; era in realtà un alieno mandato fra noi per un disegno divino più grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="">
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			</div>			
			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>	<p><img src="http://i44.tinypic.com/10prh2p.jpg" alt="10prh2p Radiohead mashup"  title="Radiohead mashup" /></p>
	<p>Cos&#8217;hanno in comune i Radiohead e Mino Reitano?<br />
Niente, ovviamente. Però in un post sugli ottimi mashup di tal <a href="http://www.overdub.fr/">Overdub</a> mi sembrava il caso di ricordare anche la scomparsa di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mino_Reitano">un mito</a> che &#8211; si scoprirà solo fra cinquant&#8217;anni &#8211; era in realtà un alieno mandato fra noi per un disegno divino più grande che ora non siamo in grado di comprendere. Addio.<br />
<em>No Surprises vs. What A Wonderful World</em> è dedicata a te.
</p>
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		<title>Valerio Cosi &#8211; Heavy Electronic Pacific Loop</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 18:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>finegarten</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet e finalmente usiamo di nuovo il tag italian ma non sembra grazie a valerio cosi, musicista di taranto direi addirittura eroico per il lavoro che sta facendo. album splendidamente dispersivi, psichedelici, kraut, free jazz (è un sassofonista), elettronici, ambient, noise, drone, insomma: felicità, gioia, amore, estasi, pace, amicizia, bambini che si tengono per mano [...]]]></description>
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			</div>			
			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>	<p><img src="http://www.guylumbardot.com/x/856841409_af3b37364a.jpg" alt="856841409 af3b37364a Valerio Cosi   Heavy Electronic Pacific Loop" width="500" height="375" title="Valerio Cosi   Heavy Electronic Pacific Loop" /></p>
	<p>e finalmente usiamo di nuovo il tag <a href="http://www.guylumbardot.com/tag/italian-ma-non-sembra/">italian ma non sembra</a> grazie a <strong>valerio cosi</strong>, musicista di taranto direi addirittura eroico per il lavoro che sta facendo. album splendidamente dispersivi, <strong>psichedelici, kraut, free jazz</strong> (è un sassofonista), <strong>elettronici, ambient, noise, drone</strong>, insomma: felicità, gioia, amore, estasi, pace, amicizia, bambini che si tengono per mano e fanno giro giro tondo! poi, oltre ai suoi dischi e a decine di collaborazioni, con la sua <strong>dreamsheep record</strong> si occupa anche della musica degli altri, fra i quali anche l&#8217;ottimo <a href="http://www.guylumbardot.com/burning-star-core-challenger/">C. Spencer Yeah</a>, di cui abbiamo già parlato. <a href="http://www.freewebs.com/valeriocosi/home.htm">qui il sito suo</a> e della dreamsheep record. l&#8217;ultimo album è del 2008, <a href="http://www.ondarock.it/recensioni/2008_cosi.htm">Heavy Electronic Pacific Loop</a>, ed è decisamente consigliato.
</p>
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