Difficile descrivere questa meraviglia dei soliti maestri del bukkake. Mi viene in mente il Vietnam, lo swing, i cartoni animati, gli Acid Mothers Temple, la Sublime Frequencies, i video dei gruppi psichedelici della fine degli anni 60 (quelli con immagini caleidoscopiche coloratissime e speranze destinate a morire da lì a poco) e alcune sostanze di cui provo una certa nostalgia. Viene da un 7″ composto da due pezzi, uno più misterioso dell’altro, che si può comprare dal sito della Conspiracy Records - oppure come al solito imparate a usare Google chè ormai siete grandi e mamma non potrà mantenervi per sempre. Aggiungo che: dopo vari ascolti consecutivi il pezzo è magicamente sfumato nelle campane della chiesa del mio paese che credo festeggino la risurrezione di Jesus. Ma questo mi fa venire in mente che: per le nozze di Kate e William (non è importante sapere chi sono, la notizia è un’altra) le campane di Westminster suoneranno per TRE ore di seguito. Quindi amici del noise, se siete nei paraggi io al posto vostro ci farei un pensierino. E’ tutto.
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Master Musicians of Bukkake – Theme From the Science Fiction Television Show “Ban Be Cua Anh Ay”
Periodo di pochi ascolti e di rari entusiasmi: ho passato l’estate a sentire praticamente sempre gli stessi pezzi (in particolare Limited Space degli Yellow Swans e Out of time man dei Manonegra – non so perché), eppure converrete con me che l’immagine qua sopra in qualche modo andava usata, per cui ecco un veloce post old style con brevi segnalazioni e qualche ascolto.
Swhaili Blonde, esotico e vagamente kraut con misteriosi momenti funk, l’album Man Meat si colloca nel pericoloso confine tra psichedelia e allegria e questo potrebbe essere l’ultimo mese a disposizione per sentirlo senza trovarlo inadatto alla stagione. Ma lo segnalo perché il suono è insolito così come è insolito il gruppo, dato che è formato da vari personaggi fra cui John Frusciante (il motivo per cui l’ho ascoltato) e John Taylor dei Duran Duran.
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Swhaili Blonde – Elixor Fixor
Ducktails, segnalato da Costantino, siccome il problema con questi musicisti dalla discografia sconfinata è che non sai cosa scegliere, ecco che un live on wfmu ci viene in aiuto. Molto bello. La prima in particolare, la dolcissima Backyard, sembra l’intro di qualche pezzone epico, ma in realtà finisce solo dopo 3 minuti e ti viene subito voglia di risentirla. E’ sicuramente il caso di addentrarsi nella discografia sconfinata.
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Ducktails – Backyard
Noveller – Desert Fire, ora, non per fare il Bruno Vespa della situazione, però la signorina Noveller è una bella figa, del genere indie eterea (quelle che fanno foto in bianco e nero e sembrano non sudare mai), ma fingiamo di non considerarla una donna ma solo una musicista. Quest’ultimo disco è drone-ambient chitarristico con una tensione sotterranea molto rilassante, mentre in precedenza alla tranquillità e ai dolci riverberi aveva preferito il rumore e le distorsioni, come si può sentire nel suo myspace (ad es. l’ottima Rainbows).
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Noveller – Kites Calm Desert Fires
Ja’afar Hassan – They Taught Me, anche se io la chiamo “allemoni”. Inizia come una potentissima cavalcata da spaghetti western, poi arriva la voce di Ja’afar Hassan che dice ”alleemoniiii allemoooniii [cose che non capisco] allemoniiiiiiiiiiiii”. Uno dei pezzi della mia estate. E’ apparso con due pezzi su una compilation della Sublime Frequencies dedicata al pop irakeno. Non si trovano molte altre info (fino a qualche tempo fa c’era il suo sito, ma è scomparso), ma qui ci sono molti mp3 e nel sempre interessante Radio Diffusion ci sono maggiori info e altri due pezzi.
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Ja’afar Hassan – They taught me
Master Musicians of Bukkake, ecco, tra gli ascolti costanti in ogni stagione ci sono ormai da tempo i maestri musicisti del bukkake. Totem Two è bello come Totem One. Però qua metto la spaventosa Dark moss invocation, non presente nel disco ma in alcuni ottimi live (resta il fatto che si tratta di un gruppo che rende soprattutto live. A proposito, su Youtube c’è il concerto di Bologna. Ma non capisco però perchè un gruppo che fa musica così debba andare a Bologna).
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Master Musicians of Bukkake – Dark Moss Invocation
Ma concludiamo con il video dell’incontro tra Red Ronnie, Nick the Nightflight, Letizia Moratti e Mike Patton.
Ora, rileggete bene i nomi che ho scritto, riflettete un attimo, respirate e poi guardate il video.
masters musicians of bukkake: nuovo album di un collettivo formato da vari personaggi di seattle + membri degli earth e dei burning witch, il tutto con l’approvazione dei sun city girls (nel disco c’è anche alan bishop) + copertina psichedelica dell’autore delle copertine degli isis, neurosis, jesu e altri + nome stupido* che richiama una nota pratica sessuale inventata dai wtf master japponesi. visti i nomi coinvolti uno si aspetta musica pesante, e invece è semplice e perfetta musica addrogata con quel sapore speciale che spesso gli infedeli scambiano per banale allegria e che invece è tutta un’altra cosa che prende il nome di psichedelia.
*il nome fa pensare a un gruppo di decerebrati 17enni punk. in realtà col tempo ho imparato che non bisogna farsi fuorviare dai nomi idioti. i supreme dicks ad esempio erano un gruppo grandioso, nonostante il nome. mentre i king crimson avevano un bel nome ma mi hanno sempre fatto due palle così.