Raymond Scott: tra jazz, Bugs Bunny e Aphex Twin

yhp Raymond Scott: tra jazz, Bugs Bunny e Aphex Twin
altro mito dell’avanguardia pop, pioniere della musica elettronica e non solo. raymond scott, molto attivo tra gli anni 50 e 60, tra jazz e musiche per i cartoni animati, dato che molti suoi pezzi venivano utilizzati nei cartoon della warners bros, e infatti chi non ha mai sentito il tema principale di powerhouse?

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Raymond Scott – Powerhouse

finì giustamente per buttarsi nella sperimentazione elettronica. anche lui, come bruce haack, si cimentò nella musica per bambini con una serie di album divisi per fasce d’età, e anche lui, come bruce haack, progettò e fabbricò alcuni strumenti, come l’electronium, ora nelle mani di mark mothersbaugh, leader dei devo. e a proposito, sentite cindy electronium, pezzo di raymond scott del 1959, o little miss echo, del 1963, un bel po’ di tempo prima dei kraftwerk, aphex twin, della musica per videogiochi e in effetti anche prima dei videogiochi.

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Raymond Scott – Cindy Electronium

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Raymond Scott – Little Miss Echo

invece in questo video tratto dal film “Happy landings” dei ballerini indiani di tip tap ballano sulle note di “War Dance For Wooden Indians” del raymond scott quintet (di cui consiglio anche il video Ali Baba Goes to Town).


quali album ascoltare? per chi fosse interessato, gli album da cui partire sono sostanzialmente due: reckless nights and turkish twilights, per il suo repertorio jazz, swing e looney tunes, e il “completely electronic” manhattan research inc, doppio album che raccoglie il suo repertorio di sperimentazione elettronica, jingle pubblicitari e follie assortite a cui probabilmente devono qualcosa anche i residents. imperdibile.

raymond scott è morto nel 1994, a 85 anni. qui la discografia completa scaricabile. questo invece è un blog a lui dedicato, dove tra l’altro scopro l’esistenza di un documentario.

Tonto’s Expanding Head Band

malcolmceciltontos70s Tontos Expanding Head Band

e dopo bruce haack, un altro posto d’onore per quanto riguarda l’avanguardia elettronica che ha influenzato molta musica a venire se lo meritano sicuramente gli americani Robert Margouleff e Malcom Cecil, ovvero la Tonto’s Expanding Head Band. “Tonto” stava per “The Original New Timbral Orchestra” e l’orchestra era questo imponente sintetizzatore. hanno fatto solo due album, poi hanno lavorato con stevie wonder (questo video è da vedere). ma nel primo, zero time del 1971, ci sono un sacco di idee giuste e di suoni meravigliosi. aurora è praticamente la colonna sonora di blade runner 10 anni prima. ma i capolavori dell’album secondo me sono “riversong” e l’estremamente malinconica  “tama”, finale del disco.

Bruce Haack, l’uomo del retro-futuro

bruce haack Bruce Haack, luomo del retro futuro

bruce haack è giustamente considerato un grande pioniere dell’elettronica e del synth-pop, inventore di futuristici aggeggi elettronici (come il dermatron, che generava suoni al contatto con la pelle umana), autore di canzoni per bambini e di musica psichedelica. qui la storia della sua vita. esiste anche un documentario dal titolo bruce haack, king of techno, che purtroppo non ho mai visto ma consiglio la visione del trailer per farsi un’idea.

ma quello che rende bruce haack davvero incredibile è che viene prima del gruppo che ha cambiato la storia della musica, e cioè i kraftwerk. infatti electric lucifer, il suo apice – un calderone magico di filastrocche da freak, basi elettroniche, vocoder, acid-rock-pop & psichedelia – è del 1970.

perchè una cosa è essere pionieri dell’elettronica producendo suoni spaventosi e inascoltabili – cosa che comunque si apprezza – un’altra, ben più difficile, è essere pionieri facendo volksmusik, ovvero musica popolare, per citare i kraftwerk.

dermatron Bruce Haack, luomo del retro futuro

bruce haack e il dermatron

e infatti anche loro sono diventati davvero rivoluzionari solo dopo autobahn, mentre prima erano “solo” uno dei migliori gruppi kraut-rock in circolazione.  non a caso i fan più estremisti e ingenui parlarono di svolta pop, di svolta commerciale. ma i fan più estremisti e ingenui a un certo punto parlano sempre di svolta pop e svolta commerciale perché non capiscono, gli stolti, che è proprio in quel momento in cui si unisce avanguardia e pop che si sta facendo qualcosa di davvero interessante.

così fece bruce haack, senza però diventare troppo famoso, così fece il commendatore giorgio moroder, e ovviamente così fecero, più di tutti, i kraftwerk. music non stop, techno pop.

ora, siccome lo stesso bruce haack sognava un tempo in cui le persone avrebbero creato e condiviso la loro musica “secondo modalità elettroniche e senza l’intermediazione delle etichette discografiche, fino alla comunicazione telepatica dei suoni”*, vi segnalo che “electric lucifer” è scaricabile da qui, mentre qui si trova la raccolta “hush little robot”. godete.

e a proposito di godere, vi ricordo che il 18 luglio 2009 i kraftwerk sono in concerto a livorno. al grido di “viva la centrale elettrica e abbasso le luci della”, guylum bardot, salvo annullamenti o tragedie aeree, presenzierà.

UPDATE: ho visto il documentario king of techno

Terry Riley – You’re No Good

riley Terry Riley   Youre No Good

proto remix del 1968 del grande pioniere dell’elettronica terry riley, uno che, a dire la verità, in altri casi spesso mi annoia, ma qua è da applausi. prese questa canzoncina r’n'b, “you’re no good”, e la manipolò trasformandola in un bellissimo e ipnotico pezzo della durata di 20 minuti. era il 1968. non c’era internet, non c’erano mashup, remix o blog. cazzo, l’uomo non era ancora andato sulla luna! (syd barrett sì, ma questo è un altro discorso)

godete.