
beak> è il nuovo progetto di geoff barrow dei portishead con billy fuller e matt williams. in questo primo disco mette tutto quello che gli piace e che casualmente piace anche a me. schitarrate ripetitive, elettronica scarna e voci lontane, una buona dose di post rock per rimpiangere la giovinezza, la ballad nera da passare alle femmine e perfino il pezzo noise, oltre, ovviamente, alle consuete e ormai per chiunque irrinunciabili, influenze kraut, anche se in realtà meno di quanto si dica in giro. insomma, è un bel disco scarno, scuro e old style, non grandioso ma è uno dei pochi che quest’anno mi hanno fatto venire voglia di sentirlo più volte, come già mi era capitato con third dei portishead l’anno scorso. qui il video di iron acton.
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Beak> – Blagdon Lake

invogliato da questa entusiastica recensione (che in realtà non ho letto) e soprattutto dal fatto che si tratta di un gruppo di san pietroburgo (come i messer chups), ho sentito questo disco del 2006 dei won james won ed è esattamente il disco che desideravo. un capolavoro. per capire meglio di cosa si tratta rimando alla lista dei tag a fine post e ai due mp3 scelti a caso. sono sempre più convinto che i russi siano i nuovi giapponesi. tra l’altro nel loro myspace tra le influenze mettono “Naked ladies and Geometry”, che mi sembra anche un buon modo di ricordare ballard.

sandro perri è un musicista canadese di origini italiane che, prima col monicker di polmo polpo, si è dedicato all’elettronica e al post-rock, poi, col suo vero nome, al folk acustico. per ora mi sto concentrando sulla prima vita, quella del polpo. il primo pezzo a fine post viene dal suo secondo album strumentale del 2003, Like Hearts Swelling, 5 tracce splendide che in alcuni momenti mi hanno fatto pensare a un mix dei ratatat con i gybe (tra l’altro ora perri viene pubblicato dalla constellation, l’etichetta dei gybe). anni dopo ha ripreso questi pezzi e ha fatto un album di cover di se stesso, cantandoci sopra, da cui ho tratto il secondo pezzo a fine post. credo che seguiranno altri post dedicati al signor perri. qui una sua intervista.