Published at: 03:12 pm - lunedì dicembre 14 2009 di finegarten
oh, mia adorabile tania. le tecniche di canto inuit, chiamate katajjaq, solitamente riguardano due persone, ma l’adorabile tania tagaq fa tutto da sola, anche se a volte canta con mike patton. questo è uno dei suoi pezzi più ballabili e si chiama qimiruluapik. volume alto, mi raccomando. bisogna far capire ai vicini chi comanda.
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Tagaq – Qimiruluapik
Published at: 03:12 pm - lunedì dicembre 14 2009 di finegarten
questo disco del 2009 dei black dice è caotico, imperfetto ed eccessivo. insomma, da inserire al volo nella tradizionale e imminente classifica di fine anno. è come fare le bolle con gomme da masticare alla nitroglicerina davanti a una televendita di cesare cadeo.
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Black Dice – Glazin
Published at: 07:11 pm - lunedì novembre 16 2009 di guylumbardot
nuovi incredibili strumenti: il
cibrafono! (
qui più info)
Published at: 03:11 pm - lunedì novembre 16 2009 di finegarten

gira ingiustamente come progetto minore, nato dalle registrazioni di the voice of midnight, ma in realtà the ughs! è un grande disco dei residents, uno dei migliori degli ultimi anni – pari o forse superiore a the bunny boy – una perla tribal-sciamanica, primitiva, diversa dalle opere precedenti dei residents eppure ricorda i vecchi dischi dei residents. metto qua due pezzi brevi, ma il meglio lo danno in quelli lunghi.
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The Residents – Floating down the nile part 2
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The Residents – The lonely lotus
Published at: 03:11 pm - lunedì novembre 16 2009 di finegarten

tiziano franceschi e laura silingardi hanno brevettato un apparecchio che fa suonare le piante. a quanto pare registrano il flusso linfatico delle piante e lo convertono in impulsi sonori. nel loro sito spiegano come funziona, quindi per le curiosità tecniche e per il vostro sano scetticismo vi rimando all’analisi tecnica. naturalmente l’idea è bizzarra il tanto giusto da piacermi. il risultato sono questi file audio di varie piante – betulla, ciclamino, olmo, edera, ecc. – che non emozionano particolarmente, ma dopotutto che vi aspettavate dalle piante? in passato invece alcuni si erano convinti che l’ascolto della musica stimolasse la crescita delle piante e quindi uscirono particolari compilation con i pezzi più adatti a questo scopo. secondo questa teoria alcune canzoni erano in grado di far crescere le piante più velocemente.

uno di questi album è plantasia del 1976, del pioniere elettronico mort garson, che in precedenza aveva fatto anche un disco per scopare, music for sensual lovers, oltre ad aver composto hit pop e musiche per broadway. mort garson è uno di quei geni bizzarri stile bruce haack e altri pionieri, e gli ingredienti delle sue ricette sono le stesse: moog, occultismo, pop, psichedelia, spoken word, disco ante litteram e canzoni per bambini. oltre a plantasia consigliati anche the wozard of iz, zodiac cosmic sounds e il bellissimo e satanico black mass lucifer.
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Mort Garson – The Unexplained