Published at: 10:02 am - mercoledì febbraio 24 2010 di syn
Due parole sparse comprendenti anche il nostro Campo, anche se il tentativo di non cadere nell’apologia è oramai sfumato.
Intanto è da segnalare la facile reperibilità del film Berlin Calling, dedicato alla vicenda sopra le righe di Paul Kalkbrenner, ed interpretato da lui stesso. Un altro simpatico ragazzo a cui sta a cuore la musica fatta con computer e sequencer. Quando è in stato di coscienza, naturalmente.
Il film non è un capolavoro da strapparsi i capelli, però aiuta a conoscere in che modo, in che ambiente ed in quali condizioni, il suo album è nato.
Published at: 05:12 pm - venerdì dicembre 18 2009 di guylumbardot
Piccolo mix natalizio da The Field, con: Riz Ortolani, Moondog, Brian Eno, Cocteau Twins (Sugar Hiccup!), Goblin e altri idoli di Guylum Bardot. Al diavolo l’eterosessualità, io amo quest’uomo.
Published at: 10:06 pm - mercoledì giugno 17 2009 di qbic
Possibile che da mesi a questa parte tutti i miei post abbiano qualcosa a che fare con The Field, ancora lui?
Ebbene sì. Il fatto è che di recente il nostro idolo svedese ha compilato una Top 5 di alcuni dei suoi brani preferiti, e con piacere ho notato che fra questi ne compare anche uno di tale Gas, musicista tedesco che, se fossi un giornalista di una rivista alla moda, definirei seminale nel campo della musica ambient. A dire il vero la sua presenza tra le influenze di The Field è abbastanza ovvia: in primis perché Gas, al secolo Wolfgang Voigt, è il titolare della celebre etichetta berlinese Kompakt di cui fa parte anche il Nostro, ma soprattutto perché effettivamente il suo stile compositivo ha anticipato di molto ciò che The Field ha poi sviluppato negli album che tutti noi amiamo, ovvero: cassa dritta, loop infiniti, suoni spettrali (e lo dice lui stesso).
La differenza fra “maestro ed allievo” sta però nel particolare tipo di atmosfere più rarefatte ed impalpabili, rispetto alla sublime ricchezza di The Field, che Gas è riuscito a creare: la sua intenzione, come disse in questa intervista, era quella di “bring the forest to the disco, or vice-versa”. Ed effettivamente non saprei come descrivere la sua musica se non come la colonna sonora di un incubo claustrofobico ed angosciante (o di un rilassante trip drogato da acidi, a seconda dei casi) ambientato in una foresta tedesca, di notte. Ascoltare per credere.
Tra gli appassionati del genere gode di ottima fama, tanto che la sua celebre quadrilogia Gas/Zauberberg/Königsforst/Pop è stata per anni un cimelio raro da cifre astronomiche su eBay, prima che fortunatamente venisse ripubblicata nella raccolta Nah und Fern del 2008.
E’ di Gas anche un altro pilastro fondamentale (eufemismo) dell’ambient moderna, e cioè “Microscopic”, dallo stile però decisamente diverso rispetto al resto della sua produzione e scaricabile a gratis da qui.
Altre informazioni interessanti su Wikipedia. Mi scuso inoltre se i brani sono pesantucci da scaricare.