Alaska in Winter – Space Eagle

avalon5 Alaska in Winter   Space Eagle

Nuovo album di Alaska in Winter. Cioè, “Space Eagle” non è un vero nuovo album ma la colonna sonora di un film che se ho capito bene non esiste. In pratica è un nuovo album. Il nostro idolo Brandon Bethancourt, passato dall’indie-folk-pop elettronico malinconico di “Dance party in the balkans” alla dance spaccaculi di Holiday, è ormai diretto verso la sublime tamarrizzazione. Qui usa tutti gli effetti immaginabili con l’evidente obiettivo di annientare il mondo con cascate di synth, flanger, vocoder senza pietà e titoli tipo “Digital angel of death”. Noi ovviamente assistiamo convinti e commossi, in venerazione, convinti che alcuni pezzi potrebbero far parte della colonna sonora del prossimo Tron, se solo il protagonista fosse Vin Diesel. Comunque la copertina dice tutto.

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Alaska in Winter – Ghost Pterodactyl

L’album uscirà in cassetta ma si può ascoltare su Last.fm e comprare da Cdbaby. C’è pure l’apposito Myspace con enormi immagini di aquile nello spazio e altre foto imbarazzanti.

Brandon continues to summon the force of german robots with high hopes that we will all experience colorful laser tears of joy.

(Dal suo Myspace. Evidentemente Brandon in questo periodo è particolarmente ispirato.)

Worst Hip-Hop Album Covers

le 20 peggiori copertine di album hip-hop. ci sono più cose in terra e in cielo, Oraz-YO, di quante ne sogni la tua filosofia.

Darkstar

i darkstar, dopo le bellissime squeeze my lime e need you, riappaiono con la nuova aidy’s girl is a computer. attendiamo l’album.

Bruce Haack, l’uomo del retro-futuro

bruce haack Bruce Haack, luomo del retro futuro

bruce haack è giustamente considerato un grande pioniere dell’elettronica e del synth-pop, inventore di futuristici aggeggi elettronici (come il dermatron, che generava suoni al contatto con la pelle umana), autore di canzoni per bambini e di musica psichedelica. qui la storia della sua vita. esiste anche un documentario dal titolo bruce haack, king of techno, che purtroppo non ho mai visto ma consiglio la visione del trailer per farsi un’idea.

ma quello che rende bruce haack davvero incredibile è che viene prima del gruppo che ha cambiato la storia della musica, e cioè i kraftwerk. infatti electric lucifer, il suo apice – un calderone magico di filastrocche da freak, basi elettroniche, vocoder, acid-rock-pop & psichedelia – è del 1970.

perchè una cosa è essere pionieri dell’elettronica producendo suoni spaventosi e inascoltabili – cosa che comunque si apprezza – un’altra, ben più difficile, è essere pionieri facendo volksmusik, ovvero musica popolare, per citare i kraftwerk.

dermatron Bruce Haack, luomo del retro futuro

bruce haack e il dermatron

e infatti anche loro sono diventati davvero rivoluzionari solo dopo autobahn, mentre prima erano “solo” uno dei migliori gruppi kraut-rock in circolazione.  non a caso i fan più estremisti e ingenui parlarono di svolta pop, di svolta commerciale. ma i fan più estremisti e ingenui a un certo punto parlano sempre di svolta pop e svolta commerciale perché non capiscono, gli stolti, che è proprio in quel momento in cui si unisce avanguardia e pop che si sta facendo qualcosa di davvero interessante.

così fece bruce haack, senza però diventare troppo famoso, così fece il commendatore giorgio moroder, e ovviamente così fecero, più di tutti, i kraftwerk. music non stop, techno pop.

ora, siccome lo stesso bruce haack sognava un tempo in cui le persone avrebbero creato e condiviso la loro musica “secondo modalità elettroniche e senza l’intermediazione delle etichette discografiche, fino alla comunicazione telepatica dei suoni”*, vi segnalo che “electric lucifer” è scaricabile da qui, mentre qui si trova la raccolta “hush little robot”. godete.

e a proposito di godere, vi ricordo che il 18 luglio 2009 i kraftwerk sono in concerto a livorno. al grido di “viva la centrale elettrica e abbasso le luci della”, guylum bardot, salvo annullamenti o tragedie aeree, presenzierà.

UPDATE: ho visto il documentario king of techno

 
 Bruce Haack - Electric to Me Turn: Play Now | Play in Popup

 
 Bruce Haack - Chant of the Unborn: Play Now | Play in Popup

Shout Out Out Out Out – Reintegration Time

Shout Out Out Out Out Reintegration Time

passo indietro degli shout out out out out rispetto al precedente capolavoro. inizio epico strumentale che lascia presagire voli celestiali, ma poi alcuni pezzi tipo lcd soundsystem che già da soli hanno rotto le palle e ci manca solo che qualcuno li imiti, synthpop anni 80 abbastanza banale, space-disco ovvia e rap inutile mi hanno riportato con i piedi per terra. ma ogni tanto riappaiono i robot epici che ho amato tanto e allora mi commuovo. però è tutto più lento e dilatato e vagamente noioso. che questa sia la maturità?

comunque il vocoder c’è e l’album tutto sommato non è da buttare, ma diciamo che li rimando al prossimo. poi magari qualcuno li scoprirà con questo album e sarà grande amore, ma per ora io sono costretto a pronunciare l’orribile formula: era meglio il primo.

a seguire, due pezzi del nuovo disco e forever indebted tratto dal primo stupendo album degli shout out out out out. qui invece un live di dude you feel electrical dove si vede che sono brutti e giovinastri ma anche molto molto bravi.

 
 Shout out out out out - Remind Me In Dark Times: Play Now | Play in Popup

 
 Shout out out out out - Run: Play Now | Play in Popup

 
 Shout out out out out - Forever Indebted: Play Now | Play in Popup