Published at: 07:09 pm - sabato settembre 12 2009 by finegarten
mah, io direi che questi 2 minuti e 23 secondi dovrebbero bastare come recensione di ghédelia tazartès. comunque, ghédalia tazartès è un musicista francese di origini turche avvolto per anni da una nube di magica oscurità, un vero celebre fra pochi, che ha fatto una manciata di dischi in 30 anni. molto consigliato se cercate muezzin ubriachi, canti selvaggi, risate tragiche ed elettronica primitiva. a breve è in portogallo. qui più info e se proprio ci tenete ci sono anche le foto di casa sua. ma poi che bel nome.
Published at: 03:08 pm - giovedì agosto 27 2009 by finegarten
gli huun-huur tu sono un quartetto della repubblica di tuva (siberia), maestri di xöömej, il tipico canto gutturale di quelle zone. mischiano tradizione e nuovi suoni e amano collaborare con altri artisti. per dire, hanno appena fatto un disco elettronico col producer carmen rizzo, eternal, mentre in passato avevano collaborato con un dj, un certo malerijia, mischiando xöömej, chitarra elettrica e tecno trance e dando vita a un inaspettato risultato metal post-spacca-culi, come si può vedere in questo fantastico video:
il pezzo è “ancestors call” ed è presente anche nel nuovo disco, però nella versione di carmen rizzo. tra le altre collaborazioni da segnalare anche quella con il bellissimo coro femminile delle “bulgarian voices”, che tra l’altro, leggo qui, hanno collaborato anche con i tenores di bitti “mialinu pira” (e infatti in passato gli huun-huur tu hanno cantato anche a bitti, e così il cerchio si chiude). altri video consigliati: huun huur tu live in france (l’inizio soprattutto) e quello di orphan’s laments (credo basti il titolo). in generale tutti questi.
questo è il sito ufficiale degli huun-huur tu. a fine post un loro pezzo non elettronico ma molto bello, con il coro bulgarian voices angelite. youtube a parte, altri pezzi ascoltabili si trovano qui, altri nel loro sito, mentre il concerto metallaro a singapore con malerijia è scaricabile da last.
Published at: 11:05 am - mercoledì maggio 13 2009 by finegarten
nuovo album di omar souleyman, siriano, autore di una musica che col mix di suoni tradizionali, bouzouki, sintetizzatore e ritmi dance garantisce un ottimo livello psichedelico. perfetto per i fan dei devil’s anvil (immagino numerosissimi). mi ha ricordato la musica che mettevano a tutto volume, per varie ore di seguito, i miei vicini di casa spacciatori. qui la pagina nel sito della sublime frequencies. qualche video su youtube e a seguire due canzoni. molto consigliato anche l’album precedente di omar souleyman, classificato come jihadi techno, tag che da solo dovrebbe bastare all’acquisto immediato di tutte le copie.
Published at: 10:05 pm - domenica maggio 03 2009 by finegarten
sapete qual è la più grossa band di handicappati del congo? gli staff benda bilili. sono dei paraplegici che si muovono su strane biciclette e vivono intorno allo zoo di kinshasa, dove hanno registrato l’album très très fort. alla chitarra c’è un ragazzino che la chitarra se l’è costruita da solo con un filo e una lattina. ma sarebbe ingiusto parlare degli staff benda bilili solo perchè buffi, handicappati e negri. il fatto è che l’album è bello: musica tradizionale africana, funk, citazioni di james brown e altro. a seguire, un video introduttivo con immagini incredibili (è il trailer di un film sulla musica del congo) e due pezzi tratti da très très fort: je t’aime, con incursioni di sex machine di james brown, e polio, che parla di poliomielite.
Published at: 06:07 pm - martedì luglio 22 2008 by finegarten
bizzarro rock psychedelico mediorientale, anno 1967. leggendo i nomi dei componenti del gruppo sembra di leggere una lista di spammer: Kareem Issaq, Jerry Satpir, Steve Knight, Eliezer Adoram, Bobby Gregg, Herb Lovelle, Mike Mohel e Felix Pappalardi (produttore dei cream e membro dei mountain). hanno fatto un solo disco, questo, e poi si sono messi a fare altro. peccato perché secondo me l’idea era quella giusta e a loro modo i devil’s anvil sono stati dei precursori (pur vivendo in pieno periodo di trip mediorientale-indiano-ecc. ) anticipando di un bel po’ rock in the casbah e tutta la roba transglobal. da non dimenticare.