The Field – Yesterday and Today
come annunciato, ci siamo. il nuovo disco di the field.
dai, diciamolo subito: a un primo ascolto lascia un po’ confusi perché non è come From Here We Go Sublime, che in effetti era l’unico modo che aveva il nostro caro amico Campo per non deluderci: rifare quel disco tale e quale, senza variare nulla. direi che avrebbe dovuto solo cambiare la copertina se non fosse che la copertina è più o meno la stessa. ma il disco invece è un po’ diverso. più strumentale, più progressive, come promesso. e richiede maggiore pazienza.
io l’ho ascoltato tutto fino a sequenced, pezzo kosmische musik che non vedevo l’ora di sentire, e poi sono andato a correre.
al ritorno, stanco, sudato e pieno di endorfine, yesterday and today si è rivelato lentamente bello. quindi da fan sarò fedele al primo comandamento che riguarda i nuovi dischi dei nostri idoli, ovvero:
se il nuovo disco non ti convince, sei tu che stai sbagliando.








[...] The Field ci ha fatto ritornare la voglia di kosmische musik. Quale occasione migliore, dunque, per rispolverare un classico della “nuova” kosmische, quella con incursioni dance, la cosiddetta “space disco“, e cioè l’album Where You Go I Go Too, capolavoro del 2008 del norvegese Lindstrøm. Premetto che mi è difficile allegare dei brani completi: l’album è composto da tre tracce, rispettivamente di 29, 10 e 16 minuti, per cui mi permetto di inserire solo alcuni estratti comunque abbastanza rappresentativi. La lunghezza dei brani ricorda un po’ le suite elettroniche degli anni ‘70 e ‘80, quei viaggi spaziali di Jean-Michel Jarre, Vangelis, Moroder. E infatti si sentono tutti questi signori nelle sonorità di Lindstrøm, insieme appunto ai maestri del kraut-qualcosa (Kraftwerk, Popol Vuh per dirne due) e a tutta la tradizione sintetizzatronica della ambient techno. Inutile dire altro, se non: recuperatelo immediatamente e fatevi quest’oretta di discoteca intergalattica. [...]